Distrazioni


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Vivere in un ridente paesello collinare è un po come stare avulsi dal tempo e dallo spazio. In città ad esempio si continua con il solito tran tran quotidiano mentre qui è d’attualità la locale festa natalizia che si tiene ogni anno. Esci e la gente non parla d’altro. Stai a casa ma senti i suoni degli operai e volontari che lavorano distraendoti dalle tue attività.

E anche io non ce la faccio a fare altro… Tipo avrei da studiare, da riassettare casa, archiviare delle cose. Ma niente non riesco. Anche qui sul blog è iniziato pure a nevicare. Mia figlia mi chiede da un mese tutti i giorni se arriva Babbo Natale e se gli porta i regali! Insomma pensavo in un Natale discreto e poco ingombrante almeno quest’anno ma tutti i presupposti mirano al contrario!

Buona giornata babbi natali!

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Caldo cinese


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Sabato sera. Un pochino incerti sul da farsi decidemmo dopo un giro nel centro città di imbucare il primo ristorante cinese per affrontare la cena. Sulle prime rimasi un po incerto non tanto per la natura etnica del ristorante quanto sul fatto che in quel posto preciso non ci fossi mai stato. Sono piuttosto scettico nel recarmi in posti che non conosco affatto essendomi ritagliato, almeno nella mia città, una rosa di luoghi appetibili selezionati dopo anni di esperienze. Ma va beh, mi dissi … tanto più o meno i ristoranti cinesi si somigliano tutti, uno vale l’altro.

Optammo quindi per quel luogo ma all’ingresso percepimmo al volo la situazione drammatica che si stava vivendo al suo interno. L’unica sala del ristorante consisteva in un angusto stanzino di 4 metri per 4 con una piccola finestra sul viottolo esterno. Una tenda separava l’ingresso dalla sala quindi appena entrati non ci accorgemmo della natura angusta della stanza. Ci scambiarono subito per qualcuno che aveva prenotato e ci diedero al volo un tavolo accanto ad una coppia di signori che parevano anche loro capitati li per caso.

Una volta seduti capimmo che avremmo dovuto cenare tête-a-tête con gli avventori seduti sul tavolo di fianco al nostro ma se il disagio fosse stato solo per quello sarebbe filato tutto liscio. L’elemento tragico della serata si rilevò invece essere lo sciagurato condizionatore che incombeva sulle nostre teste e che ci avrebbe tenuto compagnia per tutta la cena. All’interno della stanza credo si siano sfiorati i 60 gradi centigradi, tanto che a un certo punto decisi di chiedere alla cameriera di spegnere o quantomeno abbassare cortesemente il riscaldamento che veniva sparato da un tremendo bocchettone a circa 2 metri dalle nostre teste. Con un gesto brillante mi fece cenno di aver capito ma il riscaldamento però continuò a restare acceso.

Nel frattempo ci servirono l’acqua. Già era qualcosa perché con tutto quel calore ci si era seccata la gola tanto che non riuscivamo più a capirci tra di noi mentre parlavano. A qualcuno cominciarono a bruciare gli occhi. All’arrivo del mio pollo alle mandorle decisi di ritentare visto che la cameriera mi si accostò per servirmi il piatto. Dissi di spegnere il riscaldamento perché qualcuno cominciava a avere le visioni, come nel deserto. Mi fece il gesto dell’OK quindi mi tranquillizzai incominciando a mangiare la mia portata.

Portarono la birra ma io decisi di bere solo acqua viste le condizioni vaporifere che stavamo accusando. Evidentemente qualcosa era andato storto con la cameriera. O non ci capivamo o io ero così annebbiato dal calore da non riuscire ad esprimermi. Nel complesso però la tortura si rivelò breve perché tutti mangiarono a velocità della luce lasciando perdere caffé e dolce cercando l’uscita nel più breve tempo possibile. Una volta fuori mi ripromisi che da quel momento in poi … Mai più posti a casaccio!

Celebrazioni


followers

Non so in questo periodo sto andando in fissa con tutto ciò che è “servitore” di una causa, quindi anche fedele aiutante o assistente o meglio “scagnozzo” di qualche personaggio di livello più alto. Mi rifaccio quindi non di meno alla figura dei minions che ho pure installato sulla barra destra del mio blog! Il perché di questo non lo so ma devo correggermi assolutamente in merito alla mia dichiarazione di qualche post addietro dove ammetto di non avere minions al mio servizio, dichiarazione ora fuori luogo visto che al mio servizio ora ho ben 50 e dico CINQUANTA followers che si sorbiscono quasi giornalmente i miei deliri! Che poi alla fine non credo che questo bacino di followers siano lettori effettivi, come pure io non riesco a leggere tutti quanti i post che vengono scritti giornalmente ma faccio del mio meglio con il tempo a mia disposizione!

Sismologie


Di solito nel blog non parlo di attualità o di fatti di cronaca tranne oggi in cui lo farò. Lo farò perché mi informano del fatto che a circa un anno abbondante dal sisma nel centro italia non sono pronte le tanto rinomate “casine” che in pratica sono state promesse ai cittadini delle popolazioni colpite dal terremoto. Quello però che mi fa riflettere è il fatto che ad oggi “alcune” di queste siano pronte e già installate (tipo il 2% del totale) ma la quasi totalità dei terremotati sia al momento di fatto senza un tetto sopra la testa quindi appoggiati o da amici, parenti, strutture costiere o meno costiere oppure in roulotte. Quindi parliamo di situazioni “giornaliere” di disagio. Fermo restando che uno Stato che non si occupa, e anzi dimentica, i suoi cittadini non merita di essere chiamato uno stato civile come quale si fregia di essere l’Italia;ma l’elemento più inquietante di tutto questo è che non ci sono prospettive chiare alle quali volgersi, perlomeno al momento. Quindi su tutta la faccenda domina un crepuscolo generale fatto di ritardi, promesse, smentite ecc…Nel frattempo la politica si occupa bellamente di altro! Non si sa bene di cosa però quando sul territorio ci sono ancora persone che potenzialmente dormono all’addiaccio, macerie da sgombrare e casette da costruire.

Siamo fatti così? …


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Nel variegato panorama umano con cui spesso mi capita di interagire incontro non di rado personalità all’apparenza dotate di una certa solidità superficiale, spesso di uno spiccato senso pratico, che si fregiano di caratteristiche quali spontaneità, veracità, solarità, onestà di giudizio e altre che ad una rapida occhiata possono essere ritenute proprie di una persona tutta d’un pezzo, combattiva e reattiva. Una regola non scritta vuole che una persona di questo tipo esperisca il proprio temperamento in barba a chi gli sta intorno, quasi come se questi, in virtù del fatto che la personalità dominante si stia manifestando si sentano in obbligo di fargli fare o dire quello che essa voglia. Mi riferisco a sparate del tipo: ” … che vuoi, io sono fatto così“, o “io le cose le dico in faccia!“, e via dicendo su questo tenore. Tutte espressioni messe in atto quasi a rimarcare il fatto che ci sono cose che non si possono dire, cose che non si possono fare, ma io in barba alle regole convenzionali, trovandomi in una posizione di superiorità assoluta, le sbatto in faccia al malcapitato di turno in più lodandomi per questo. Tutto questo ovviamente presuppone una ingenuità da parte del nostro ipotetico campione di sincerità che, in primis, si ritiene il detentore della Verità assoluta in merito a qualsivoglia argomento. Secondo, presuppone che certamente il suo interlocutore non sia arrivato alla medesima conclusione. Si sente quindi in diritto di sbandierare le proprie opinioni anche offendendo e dileggiando il prossimo. Con questo atteggiamento volto alla reazione emotiva di solito riesce a catalizzare l’attenzione degli altri e non di rado a farne suoi strenui sostenitori. Mi salta subito all’occhio l’evidenza che egli sia invece schiavo delle sue reazioni incontrollate, che a seconda dei casi riveste di aggettivi come onestà, schiettezza, sincerità ecc … reazioni che scarica abusivamente sul prossimo di turno nel tentativo di trarlo dalla sua parte facendo leva sulla propulsione emotiva da lui emanata. Dalla sua schiera di seguaci inoltre egli trae energia per confermare di volta in volta le sue argomentazioni. Argomentazioni che da ora in poi saranno promulgate con fervore anche dai suoi fedeli minions che agiranno come forza congiunta. E così in un loop infinito!!!

Insomma ho fatto un gran casino con sto articolo ma spero che se ne capisca il senso, d’altra parte io non ho minions al mio servizio.

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Cosa significa crescere oggi? O meglio, cosa significa essere maturo oggi? Detto in soldoni oggi l’accezione di “maturo” o “persona adulta” si applica all’individuo che ha la capacità di sapersi destreggiare nel migliore dei modi nel mondo e nelle sue attività annesse e connesse al fine di garantire la propria sopravvivenza e quella dei propri cari. Il ché detto per inciso è una prospettiva assolutamente legittima e auspicabile nonché augurabile a chiunque.

E’ opinione comune considerare “adulto” un individuo che abbia raggiunto una sufficiente sicurezza emozionale che economica sia in materia di rapporti umani nei termini definiti dalle correnti consuetudini sociali, consuetudini che poi possono costituire carattere variabile a seconda delle situazioni. Quindi taluna persona abbia raggiunto un certo grado di sicurezza nei succitati aspetti esistenziali potrà fregiarsi dello status di persona adulta e aggirarsi per il pianeta considerando ancora “non maturi”  o maturandi chiunque non abbia raggiunto il suo livello di padronanza. E fino a questo punto più o meno possiamo essere tutti d’accordo.

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Ciò che invece venga considerata maturità all’interno del ristretto nucleo familiare al momento al momento non ci interessa in quanto in quel caso intervengono ulteriori dinamiche relazionali ed emotive che in parte non appartengono alla collettività e al suo operare. Posto che io non abbia nulla in contrario con una visione del tipo di quella sopra esposta occorre però operare dei distinguo nel tentativo di:

 

1: Non cadere in facili semplificazioni tanto care all’attuale civiltà che ci ha partorito sempre prodiga nel cercare una ricorrente omologazione massificata operata anche a spese del singolo individuo e delle sue legittime istanze.

2: Rivalutare la posizione esclusiva dell’individuo nella sua totalità a prescindere dalle consuetudini consolidate.

Detto questo però non posso ora non osservare il fatto (secondo quanto detto sopra in merito all’esigenza di crescere) di possedere le stesse aspettative esistenziali nonché ambizioni primarie del mio cane, di un gatto o di una falena. Visto che anch’essi seguendo il naturale istinto di sopravvivenza si prodigano giornalmente per taluni obbiettivi. Il ché mi porta quindi giocoforza a riflettere su quella che in realtà può essere considerata la reale e più plausibile “maturità” quella che viene riferita all’essere umano.

perils-of-plastic-ring-a-ding-ding-wea-2E’ possibile cioè che siamo nati solo per sgomitare, riprodurci, sistemare alla bene e meglio il nostro universo relazionale e andare a mangiare al Mac Donald? Il punto più alto della parabola è quindi questo?

Siccome sono pigro e ho fame risponderei di si, ma ho ancora un po di tempo a disposizione e mi permetto di affermare che l’uomo è nato per andare oltre a tutto questo. E’ suo diritto ad un certo punto elevarsi oltre le necessità relative alla sopravvivenza per ambire a qualcosa di più alto e gratificante. Questo si può fare solo sviluppando i propri talenti non mortificandoli come oggi si tende a fare.

Occorre ribaltare il mondo per riprodurlo a propria immagine, creando quindi il mondo ideale in terra. Siamo qui per incarnare il nostro ideale, il principio primo per il quale siamo nati anche a costo di porre in secondo piano la nostra stessa sopravvivenza. Chiunque abbia fatto questo secondo me può fregiarsi del titolo di uomo maturo.

A mio avviso  “l’uomo maturo” che ha in pugno le problematiche relative il mondo delle necessità a cui oggi si fa riferimento è una marionetta in balìa degli eventi. Uno starnuto e collassa su sé stesso, una grandinata e soccombe. Sempre che si riesca a mettere insieme un uomo del genere ci sarebbe sempre il rischio che un giorno si svegli e faccia a pezzi la famiglia con la mannaia (come tra l’altro ogni tanto accade).

[forse continua …]

L’orrida invasione_2


Nella mia città all’ordine del giorno ci sarebbe un’orrenda invasione di fottuti storni che a giudicare dalle reazioni degli indignati cittadini di turno causano degrado e rumore molesto. Tutti ne parlano, e ognuno dice la sua. Ai cittadini costernati ricordo che gli storni vanno dove cavolo gli pare in barba alle possibili problematiche acustiche relative al loro stanziamento. Tutto ciò mi porta alla mente il solito arrogante atteggiamento di chi ritenutosi onesto cittadino “pagante delle imposte” si ritiene al di sopra anche degli eventi naturali come migrazioni, maremoti, invasioni di cavallette tralasciando il fatto che fuori dalle dinamiche prettamente urbane c’è tutto un mondo che continua a farsi i cavoli suoi a prescindere dagli stanziamenti umani. Pare che i molesti pennuti abbiano approfittato dello stato di fatiscenza e degrado di un edificio del centro per costruire il loro campo base da cui partono per le loro scorribande. Bene, come dargli torto? In natura tutto si ottimizza per garantire la sopravvivenza della specie che meglio si adatta alle circostanze.

Cosa resterà?


asteroide

Mi viene da pensare a cosa rimarrebbe della nostra fastosa, tecnologica, onanista civiltà, se improvvisamente un asteroide enorme proiettato alla velocità della luce colpisse il pianeta terra causando un terremoto di proporzioni epiche che cancellerebbe ogni forma di vita sia vegetale che animale! Sono pensieri che mi prendono così, dopo il thé delle 5 e tra una partita a ramino e l’altra io e gli altri convenuti vagheggiamo allegramente sui destini del mondo. Probabilmente i sopravvissuti riusciranno in qualche modo a salvare la specie umana, magari iniziando a scavare come le talpe cunicoli sotterranei. Una volta passato qualche secolo probabilmente incominceranno a affiorare i resti della civilità precedente sepolte dai detriti. Forse troverebbero la Statua della Libertà (quella affiora sempre, anche nei film) spiaggiata su un lato come una balena.

Qualcosa cambierà?


Una sorta di bieco sentimento imperante si sta impadronendo della maggior parte dei personaggi da me frequentati. Una vibrazione di fondo che mi informa che sotto sotto “bene o male le cose stanno così, che ti piaccia o no!“.Occorre solo mettersi al passo, ovviamente nessuno lo dice apertamente ma c’è chi è pronto anche a sacrificarsi per perpetrare una vita di merda. Insoddisfazione e stanchezza sono i sentimenti imperanti. C’è chi si lamenta di continuo, chi lo spaccia per normalità ma cade sempre nelle stesse contraddizioni che rendono egli stesso infelice ma comunque pronto a redarguirti allo scopo di allinearti con quello che lui fa. E’ sparita ogni istanza di cambiamento, una paralisi del corpo e della mente cristallizzati a canalizzare i flussi di energia sempre sulle medesime vie. Questa è la tetra consapevolezza di non potere fare nulla di diverso da quello che fai oggi, dalla tediosa sensazione di non poter evolvere se non attraverso un percorso stabilito da altri prima di te ma che con te non ha niente a che vedere.

Altamente magro


C’è chi dice che sono magro, come una cosa positiva. Che poi se sei magro puoi fare quello che vuoi! Il punto di partenza per fare il figo. Credo che la mia sia una magrezza sovrannaturale, qualcosa di sinistro che prima o poi mi si rivolterà contro, come un cane allevato male. Poi con il tempo mi sono fatto un’idea, probabilmente sbagliata, di quello che significa essere magri, almeno per me. Uno che è magro secondo me non lo è per caso, ogni caratteristica fisica deve essere per logica lo specchio di una caratteristica più profonda. Forse non siamo dei corpi a caso che si muovono a caso in uno spazio a caso mossi dalle leggi del caso. Si è instillato in me il dubbio (dopo il secondo tiramisù) che forse la nostra stessa conformazione fisica ci parla del nostro profondo. Quello che dobbiamo fare è anche scritto sul nostro corpo, nei muscoli, tendini, budella e intestini. Il mio segreto è forse nel bruciare. Non tanto inteso come attività fisica ma nel rapporto con le esperienze del mondo. Brucio sempre e comunque, a livello mentale, e livello personale. Le situazioni protratte mi sfiancano, le consuetudini mi intorpidiscono, la staticità in generale mi impedisce le articolazioni. Le ideologie sono le più letali, fissarsi su qualcosa del genere mi fa cadere a terra stecchito, non capisco quelli con le ideologie. Uno campa nel mondo, che già di per sé è complicato, perché aggiungerci un’ideologia? Forse per stare più al passo con la propria coscienza? Un modo per sentirsi a posto, “schierati” e mettersi in poltrona? Io invece sono sempre dubbioso, scettico, non prendo posizioni, analizzo, passo in rassegna, poi abbandono tutto. E si ricomincia, senza ne graffi ne scalfiture … Sono più simile ad un animale predatorio, non tanto quelli preposti a combattimenti muscolari, quanto a quelli adatti al “colpisci e fuggi” dal sano effetto sfiancante. Un combattimento a suon di nervi, attese e colpi mirati. A me piacciono le cose fresche di giornata come le verdure appena colte, la frutta o la carne fresca. Gli alimenti conservati, ammuffiti, stagionati, essiccati o altro mi intorpidiscono le facoltà rendendomi stanco e depresso. Ecco cosa fa di me uno magro. Ma vallo a spiegare in giro!