Pubblicato da: exogino | ottobre 13, 2015

Fantasy


Pubblicato da: exogino | marzo 16, 2015

Asperi


asperi

Alla prima occhiata, un asperi non sembra altro che un cavallo insolitamente bello. Un individuo asperi può essere
bianco, grigio o bruno grigiastro, con una graziosa e fluente criniera di colore argentato, bianco o grigio chiaro. Una criniera secondaria dello stesso colore della prima si estende dalle spalle della creatura lungo il retro delle zampe davanti. A differenza dei tipici cavalli, gli asperi sono bestie magiche intelligenti. Vivono nel freddo permanente dei remoti picchi montani, dove galoppano attraverso i ghiacciai e i cieli frigidi. Sfruttando i venti dominanti e volando con essi, gli asperi possono muoversi ancora più velocemente nel cielo di quanto non gli permette la loro normale velocità in volo.

La loro capacità di “cavalcare il vento” in questo modo gli ha fatto guadagnare il nome comune di destrieri del vento. Il tipico asperi appartiene a un branco con fino a venti membri, ma trascorre la maggior parte del tempo vagando nel cielo da solo o con solo uno o due compagni scelti. Gli ippogrifi e i grifoni, i nemici mortali degli asperi, non vengono quasi mai incontrati nelle montagne in cui vivono i destrieri del vento, siccome gli asperi che sono molto più intelligenti si prendono la briga di scacciarli o ucciderli.

Pubblicato da: exogino | dicembre 12, 2014

Oceano


Pubblicato da: exogino | novembre 26, 2014

Il Potere dell’Universo!


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Ottima cosa scoprire una nuova saga in stile supereroistico alla settima uscita, ma non una saga qualsiasi bensì quella che il mondo della DC dedica ai Master Of The Universe e ovviamente al suo matadores per eccezione, ovvero il biondino He Man. Inutile ricordare ai più il risvolto sentimentale che questo personaggio può avere instillato nei giovinotti della mia generazione, quelli cresciuti nei virgulti anni 80. Io come esemplare non faccio di certo eccezione essendo stato allevato a pane e MOTU per gran parte della mia giovinezza e pure oltre.

Non ho potuto quindi esimermi dall’acquisto di questa che a prima vista mi sembra una produzione tutta d’un pezzo e che va inquadrata nell’ottica delle classiche dinamiche del fumetto supereroistico americano, ovvero episodi molto frammentati e continuity parecchio diramate, ma vabbé, per i Dominatori dell’Universo questo e altro.

Io che mi sono accorto di questa nuova uscita solo ora dal numero sette mi sono perso praticamente tutto il primo ciclo narrativo(ma vedrò di recuperare), dove stando al redazionale, se ne sono già viste delle belle con il biondo che si muove in una Eternia maggiormente caratterizzata, più adulta, e ovviamente dove quelli con la spada non si vergognano ad usarla. Tutto questo nell’ottica di un rilancio dei MOTU da parte della DC Comics. Da questo numero inizia il secondo arco storico composto in questo albetto da due episodi: Tempi Disperati e Passato Imperfetto dove il Principe Adam/He-Man, Teela e l’inventore Duncan (Man at Arms) faranno conoscenza di una misteriosa guerriera dal volto mascherato schierata con l’esercito dell’infernale Hordak.

Il tutto è tratteggiato dal mirabile segno di Pop Mhan per i testi di Keith Giffen. Insomma, il Potere di Grayskull sembra sia tornato! Questi primi episodi a me piacciono davvero tanto, stiamo a vedere come evolveranno i prossimi!

Pubblicato da: exogino | novembre 22, 2014

California trip!


Pubblicato da: exogino | novembre 22, 2014

Lo Zen incompreso


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Una volta qualcuno mi regalò un giardino Zen. Per un certo periodo lo conservai con una certa cura, poi con il trasloco la casa nuova e tutto il resto decisi di posizionarlo in posizione strategica sopra il mobiletto dell’Ikea. Con il trascorrere delle ere geologiche però il giardino venne sepolto da oggetti di vario genere che abbandonavo sul mobiletto con l’effetto di trasformarlo nel giro di poco in un accumulo indistinto di macerie quotidiane tanto che subendo scossoni e spostamenti la sabbietta tendeva a fuoriuscire e strabordare fuori.

La scomodità della sua esistenza unita alla sua apparente inutilità mi fece decidere un giorno per la sua fine. Presi tutto quanto e lo gettai nell’immondizia in un sol colpo con un gesto atletico. Poi di recente varie vicissitudini esperienziali mi portarono ahimé a rimpiangere questo gesto sciagurato e avventato e a sentire quasi la mancanza del mio povero giardino costretto ora a passare la sua esistenza in discarica. Eppure nonostante la sua apparente inutilità il giardino Zen aveva il suo sacro diritto di esistere? Ma perché?! Perché una cosa inutile e che somiglia alla toletta del gatto era entrato nella orbita della mia esistenza e io non l’avevo accolto?

Non aveva ancora sentito parlare dell’Azione ‘inutile’, o meglio di una forma di impegno o di ‘dedicazione’ a una attività, perlopiù creativa in cui si esegue qualcosa di totalmente inutile. In sostanza l’attività, qualunque essa sia, deve avere la prerogativa di essere del tutto fuori da qualsiasi schema utilitarista. Non faccio quindi qualcosa per un fine, ma per l’azione in sé. Questo mi costringe in qualche modo a non cercare un qualche tipo di appagamento o risultato in un indeterminato futuro. L’azione inutile mi ancora quindi al presente esaltando il mio Essere a scapito del mio ego che di solito è sempre proiettato in avanti o indietro nel tempo.

Qualche giorno fa lessi inoltre, non ricordo dove, dell’usanza dei monaci tibetani che dopo aver costruito complicati mandala con la sabbia, una volta terminati li distruggono lasciandoli trasportare dal vento impetuoso delle alture. Ho deciso quindi di mettermi sotto con le azioni inutili tipo rompere i colli di bottiglia con i denti o suonare i campanelli degli sconosciuti, collezionare Topolino o scrivere su questo blog. Forse magari un giorno qualcun altro mi regala un altro giardino …

Pubblicato da: exogino | novembre 20, 2014

Return to Classics #1


Terminator

« Le macchine emersero dalle ceneri dell’incendio nucleare. La loro guerra per sterminare il genere umano aveva infuriato per anni e anni. Ma la battaglia finale non si sarebbe combattuta nel futuro: sarebbe stata combattuta qui, nel nostro presente… Oggi. »

Inizia la mia rassegna cinematografica solitaria dei film di un tempo che furono. Primo film in proiezione Terminator! Il classicone più classico che mai interpretato da quel fustacchione di Schwarzenegger per la regia di James Cameron!

Trama: Un cyborg, robot di aspetto umano, è inviato dal 2029 al 1980 per modificare il corso della storia, uccidendo la madre incinta di John Connor, futuro capo della resistenza contro le macchine. Un guerriero, anch’esso venuto dal futuro, la protegge. Specialista di cinema ad alto potenziale metaforico, nel quadro di una fantascienza di contenuti biologici, J. Cameron ha scritto e diretto un film di azione violenta di ritmo infallibile, narrativamente ai confini con il mondo dei fumetti, suggestivo a livello figurativo, strepitoso a quello degli effetti speciali con un A. Schwarzenegger perfetto come androide quasi indistruttibile. Gran Premio al Festival per il film fantastico di Avoriaz e un magro incasso (16 milioni di dollari) sul mercato nordamericano. Scritto dal regista e da Gale Anne Hurd, sua ex moglie.

Pubblicato da: exogino | ottobre 13, 2014

Noi che negli anni 80 avevamo i muscoli


Negli anni 80 c’erano un sacco di muscoli per tutti, tanto che bastava che accendevi la tv o andavi in edicola o ti capitava di giocare a un videogame che l’eroe muscoloso era la regola. Viene da pensare che i nostri eroi (prima di suicidarsi) passassero intere giornate in palestra in estenuanti allenamenti. Ma qualcosa deve essere accaduto già da prima … Basti pensare al biondo He-man che affrontava orde di nemici muscolosi anch’essi. Anzi, si può dire che i pupazzetti della serie avessero un corpo muscoloso standard su cui veniva applicata la testa del personaggio e un colore diverso. Per non parlare degli alienati exogini che tra un’orrida invasione e un’altra non mancavano di sfoggiare un fisico iper pompato. Insomma se negli anni 80 se non avevi i muscoli non eri nessuno.

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Pubblicato da: exogino | settembre 25, 2014

Mi son fatto il Kindle! La svolta


80177609-gdcomOra che mi sono fatto il Kindle il mio desiderio di letteratura è finalmente appagato. Nel senso che prima mi toccava uscire di casa, infilarmi le scarpe, controllare se avevo il grano e poi inforcare la prima libreria che avesse il titolo a disposizione. Di solito uno non disponibile e che induce il commesso a sfoderare un sorriso come il bimbo qui a fianco.

Ora con un click è tutto a mia disposizione. Dante si inginocchia ai miei piedi, Rebelais te lo regalano, Dostoevskij è un cazzone a giudicare dal prezzo. In realtà il Kindle c’è l’ho già da un po, ma ora ho capito che basta avere la carta prepagata con qualche spicciolo per poter acquistare i titoli di grido! Evvai!

Insomma risultato: Non sto leggendo più nulla. Sarà la sensazione plasticosa di avere una piastra tra le mani o il continuo flashare sullo schermo quando volti pagina ma preferisco di gran lunga la sensazione di un libro in carta e cartoncino che questo ridicolo rimpiazzo. Vi terrò aggiornati, a presto.

Exogino

Pubblicato da: exogino | luglio 1, 2014

Echi di guerra!


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