Incipit videoludens – Dodicesimo movimento – La tragedia!


Il Tommaso di cui sotto si rese una volta protagonista di un episodio alquanto splatter che rimase indelebile nella mia memoria per gli anni a venire, quasi a monito al non andare al di la dei propri limiti fisici. Limiti fisici spesso evidenti di Tommaso che, da buon intellettuale qual’era, non mancava di esibire. Ma in questo caso si andava oltre. Sta di fatto che un giorno nel goffo tentativo di semi-scavalcare la rete di recinzione che separava le due proprietà per passare qualcosa a un altro ragazzino rimase infilzato da un’estremità acuminata della rete stessa.

Probabilmente mentre cercava di salire un piede fece cilecca e rimase infilzato nello spazio tra il mento e l’inizio del collo. Io che in quei momenti ero in casa sentì un gran grido di terrore venire dal giardino, mi affacciai dal portone di casa e vidi la scena raccapricciante. Tutti gridavano, il mio cuginetto e un’altro bambino nonché Tommaso tra il penzolante e il saltellante che cercava di liberarsi. Quasi istantaneamente giunse il padre a larghi balzi allarmato dalle urla.

Ci volle non poco per liberarlo da li ma ricordo che il padre lanciò nella nostra direzione uno sguardo carico d’odio come a sottintendere che era in parte colpa nostra dell’accaduto. Uno sguardo che non dimenticai per parecchio tempo e che mi insegnò che spesso si vieni incolpati ingiustamente solo per trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Da quell’episodio le nostre frequentazioni si diradarono sempre più. Forse il padre non era contento di far uscire il suo figliolo con una schiatta furibonda come noialtri ma non avemmo nemmeno l’occasione di spiegargli che poi noi non si era così male.

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Invasione vegetale


L’altro giorno inavvertitamente qualcuno, maneggiando tra le cose stipate sul pensile della cucina, fece cadere la busta dei fagioli che andarono rovinosamente a spargersi per tutta la stanza insinuandosi anche nei pertugi più inarrivabili. Inutile dire che quel qualcuno non fossi io ma la mia dolce consorte, anche perché l’unica cosa che faccio io in cucina è mangiare. O forse alle volte capita di lavare i piatti. La nostra arroganza però raggiunse in quell’occasione i limiti del parossismo perché fummo indotti a pensare, dopo una veloce sistemazione, di aver estirpato una volta per tutte il di certo disordine venutosi a creare nonché l’onda vegetale propagatasi all’interno del locale tutto sotto forma di fagiolo.

Ora non ricordo esattamente la tipologia di fagiolo incriminato ma non è importante a questo punto saperlo di per certo. Sta di fatto che i giorni successivi da parte nostra continuammo bel belli la nostra esistenza abituale affacendati come sempre nelle questioni inerenti la nostra sopravvivenza su questo pianeta ingnari del fatto che qualcuno o qualcosa invece aveva già posto le basi per la sua di sopravvivenza, mettendo radici in luoghi a noi inesplorati come può essere uno scolaposate. Dallo scolaposate infatti ora emergeva un getto verde, quasi fosse un piccolo ramo, lungo circa una quindicina di centimetri dal cui si scorgevano già le prime timide foglioline in via di formazione.

Emergeva tra le posate a scolare in posizione eretta quasi voler abbrancare l’aria attorno a sé. Dopo il primo stupore lo presi per una estremità e per un attimo lo tenni a penzoloni sotto lo sguardo stupito di tutti che si chiedevano da dove arrivava quell’ospite particolare. Già immaginavo mia figlia che avrebbe chiesto di tenerlo! Quasi fosse un gattino o una papera. L’unica cosa che riuscì a dire fu : ‘Ma che ci fa quest’intruso a casa nostra senza pagare l’affitto?!!

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Incipit videoludens – Undicesimo movimento – Il Professore, i mondiali!


Il suddetto professore esimio già citato nel precedente post era per me una qual specie di tuttologo della vita. Un libro aperto foriero di sempre nuove e avvincenti conoscenze. Come quella in merito alle comete. Essendo un ragazzino molto posato e riservato credo aspettasse che fossi sempre io a chiamarlo per i giochi del pomeriggio. Non ricordo una singola volta che sia passato lui a chiamarmi, o forse ero io che ero un rompiballe. A un certo momento eravamo tutti e due infoiatissimi con i mondiali di calcio e lui un giorno se ne uscì con l’album delle figurine Mexico86!

Credo che Tommaso oltre alle comete mi iniziò pure al tema degli album di figurine come penso al tema dei mondiali di calcio, che a dire il vero prima di allora mi erano pressoché sconosciuti. In merito ai mondiali disse che ogni 4 anni le squadre di ogni nazione del mondo sceglievano i loro giocatori più promettenti e li lanciavano attraverso una gara senza esclusione di colpi per decidere quale era il team migliore sulla faccia della terra. Sulle prime mi sembrò qualcosa di assurdo e insensato ma poi venni quasi istantaneamente trascinato dall’entusiasmo di Tommaso e decisi di mettere anima e corpo al completamento del mio album di figurine. Ad oggi a distanza di anni non ricordo se poi l’album venne terminato o meno. Probabilmente lo usai in seguito come involucro per incartare le fettine panate. Mah chissà …