La piccina e gli studi


E si che oggi ritorno con il pensiero alla mia piccolina e al fatto che ora poi tanto “piccolina” non è più con i suoi 5 anni! Quello che mi sconvolge di più insomma della faccenda è il fatto che già dal prossimo anno inizierà per lei la scuola. Quella “ufficiale” si intende! Si passerà quindi a quella stragrande porzione dell’esistenza sottoposta a valutazione da parte di terzi. Eh si perché poi in realtà le cose stanno proprio così. Finché sei bambino in età da asilo te la spassi di più, non ti manca nulla e non ha nessuno che ti sta con il fiato sul collo. Pensi a giocare, a saltare sulle pozzanghere di fango e a sporcare i genitori con il cioccolato, poi una volta entrati a scuola il discorso cambia e diventano tutti più minacciosi perché si aspettano qualcosa da te. Entri a fare parte inoltre di un mondo strano che non ti dice come stanno realmente le cose ma nel frattempo di costringe a portare avanti un percorso di studi che alla meglio ti porterà a diventare un “dipendente” per tutta la vita. Per me il giudizio degli altri è sempre stato qualcosa di veramente pesante da buttare giù anche perché non trovavo soddisfazione a fare le cose per come mi dicevano di farle. E avevo ragione perdiavolo! Secondo loro dovevo sacrificare la mia creatività e il mio modo di vedere per il misero motivo di fare le cose come le volevano loro! Ecco perché mi viene in mente lo studente che ero io all’epoca. E mi ricordo come uno non particolarmente dotato di ferrea disciplina. Sempre distratto da qualcos’altro, che ovviamente non era lo studio. Mia madre cercava di farmi fare i compiti a forza di minacce nel frattempo che raccoglieva per l’ennesima volta la penna che cadeva sotto il tavolo in continuazione. Spero che per mia figlia sia diverso, che non sia una continua lotta contro tutti e tutto come è stata per me.

 

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Anime affini


Tutto iniziò una piovosa serata di metà Ottobre. Il cielo costellato di pesanti nuvole, lampi squarciavano l’orizzonte e io dalla mia posizione privilegiata a scrutare le anime perse disperdersi alla ricerca di un riparo per la notte.

Passavo con un gesto mentale in rassegna le mie gloriose vicende da giocatore di ruolo, una volta nei panni di un possente barbaro delle terre selvagge, un’altra volta in quelli di un colto e raffinato Elfo Silvano dei boschi.

Io, un tempo valoroso avventuriero al soldo del signore locale intento a sbaragliare ondate di orchetti e bugbear, ora costretto a rimuginare il mio passato, relegato alla mia crepuscolare esistenza di giocatore ai margini della comunità. Chissà quando avrei potuto rimembrar ancora gesta valorose e pulzelle in pericolo!

Improvvisamente suonarono alla porta. Sulle prime pensai a un testimone di Geova ma vista l’ora tarda esclusi l’ipotesi. Afferrai quindi il tagliacarte sul tavolo accostando l’orecchio al portone. Poi la mia ragazza mi disse che avevamo ospiti per cena e riposi il tagliacarte. All’inizio pensai di trovarmi di fonte la solita coppietta della serie “anche noi abbiamo un pargolo della stessa età del tuo quindi sfanghiamo la serata assieme”. In realtà gli ospiti si dimostrarono una compagnia davvero piacevole anche per me che di solito parto da posizioni molto critiche in quanto a vita sociale e a divertimenti generalisti.

Poi c’era il fatto che in questi giorni avevo involontariamente disseminato la casa di materiale ruolistico stile fantasy medievale e anche qualcosa di spiccatamente fantasy-manga. Stavo infatti accarezzando l’idea di fare una cernita del tutto per qualche non ben identificato scopo. Sta di fatto che finita la cena il tipo mi dice: “Ma a te piacciono i giochi di ruolo?”. Io con tono di sufficienza gli rispondo che sì – ogni tanto non disprezzo una partitella, se non altro per ricordare i bei tempi andati ma che ora il poco tempo a disposizione e la piccina mi impediscono di trovare gente con cui condividere questa passione – e cerco di glissare l’argomento evitando particolari incresciosi.

Lui mi dice che anche lui giocava un tempo e che in particolare era innamorato di Hero Quest, questo gioco che lui ricordava come una cosa immane. Un gioco di proporzioni epiche con tante miniature e robe varie … Alla parola HeroQuest io salto dalla sedia perchè in vita mia non mi era mai capitato di trovarne un’estimatore proprio dentro casa mia! Una cosa grandissima! Qualche strana congiunzione celeste a noi sconosciuta doveva verificarsi proprio ora, sopra le nostre teste. Esseri macrocefali di altre dimensioni probabilmente stavano tessendo una trama involontaria. Uomini o meta-umanoidi che pilotavano grottesche navicelle da combattimento stavano per sciamare sulle orbite terrestri pronti  a cambiare il destino dei nostri destini. Una cosa più unica che rara un’anima affine … Decidemmo quindi per un Remember HeroQuest!

Aggiornamenti – Lato B


Qui dal paradiso neonatale della casa dell’Exogino sembra procedere tutto per il meglio. L’andatura è scandita dai bisogni della piccola venuta e noi non possiamo far altro che soddifarli.

Si procede per notti più o meno insonni che poi alla fine ci si fa’ pure l’abitudine, nonostante tutto. Comunque crescere un figlio, sembra stupido dirlo, ma è come fare un investimento sul futuro. E’ come dire: «Io mi metto io gioco, poi vediamo quello che viene fuori!», si spera insomma che qualcosa di buono venga fuori, prima o poi.

A tal fine sto già pianificando il futuro professionale della piccina, lo scopo è quello di riuscire a carpire, tra una poppata e quella successiva, le attitudini o quelle che potrebbero essere le doti nascoste dell’infante così da poterle sublimare e alimentare nel corso del tempo. Se tutto procede nel migliore dei modi in un futuro non ben precisato noi due genitori potremo vivere alle spelle della piccina affidandoci alle sue facoltà spiccate in un qualsiasi campo dello scibile umano. La vedo già lanciata sul parter dei grandi nomi: manager stile Roberto Carlino, oppure spigliata donna di stile come Marta Marzotto, oppure giornalista scrittrice spregiudicata alla Erica Jong!

Noi invece condurremo la vita dei ricchi ereditieri ricevendo ospiti e telegrammi di congratulazioni, tutti i potenti ricevono telegrammi di congratulazioni. Nel frattempo noi si continua a fargli ingollare la sua dose di latte. Chissà, si fa’ così per sognare … magari un giorno!

Aggiornamenti!


Ora che sono diventato babbo non ho praticamente più tempo per fare nulla, la condizione di babbo mi occupa quelle 24 ore al giorno,  se ce ne fossero 25 anche di più. Non riesco più a dormire, a mangiare, a metter le immagini sui post, a condurre una seppur minima parvenza di vita sana e regolata.

In compenso sono diventato un esperto in pannolini, tette, tettarelle, bagnetti, fasciatoi, temperature; son diventato un termometro umano. Alla sola vista di un liquido qualsiasi riesco a estrapolarne la temperatura espressa in gradi centigradi in tempo reale. C’è da dire che tutto questo nasconde inaspettatamente un risvolto più che positivo.

Dimenticandosi del proprio tempo e della propria esistenza terrena in favore della marmocchia si focalizzano le cose che contano veramente nella nostra permanenza al mondo: mangiare, cagare e qualche rutto ogni tanto; io l’ho sempre detto, ora anche la mia ragazza ci crede!