Sfumature del tempo


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Chi affermasse che il tempo è uguale per tutti cadrebbe di certo in una grossolana generalizzazione che non coglie appieno, credo, gli elementi coinvolti in una discussione degna di questo nome. Si può delineare subito che il Tempo è definito da due qualità: Una che riguarda il mondo e una che riguarda noi.

A ben vedere ogni cosa possiede in sé questo aspetto duale. Uno è il lato condiviso, superficiale, con cui interagiamo e comunichiamo con il mondo, l’altro è quello della profonda significazione che noi attribuiamo alle cose. Ma tornando al Tempo, l’aspetto superficiale lo possiamo ben dedurre tutti quanti: è quello collegato alle attività da svolgere, al mettersi in riga e al passo con le convenzioni esterne che per forza devono essere organizzate in porzioni di “tempo”.

Al di là del tempo “convenzionale” troviamo invece il tempo “individuale” che è qualcosa di più emotivo e pertiene maggiormente alla sfera qualitativa più che quantitativa. In questo senso si contrappone alla precedente modalità temporale che invece è focalizzata sul “contare” porzioni singole di tempo. Per sfera qualitativa si intende in merito all’azione che stiamo compiendo. Basti notare quanto scorra effettivamente veloce il tempo quando siamo totalmente coinvolti in quello che stiamo facendo. A questo proposito allora sorge spontanea la domanda: ma ha più dignità il tempo cronologico o il tempo individuale?

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Blog?


Mi fanno sorridere i siti di quelle aziende che implementano la funzionalità Blog per poi trattare le relative sezioni alla stregua di normali pagine web. Il Blog nasce come apertura agli utenti esterni per permettere a questi di commentare e interagire con gli articoli del blog stesso. Se viene a mancare la funzione “commenti” tanto varrebbe aggiungere una normalissima pagina con le informazioni da veicolare punto e basta. Questo mi fa pure riflettere sul consueto atteggiamento tanto utilizzato nella nostra epoca che snatura ogni cosa e la trasforma in specchietto per le allodole. In questo panorama ecco quindi apparire blog che non sono blog ma con l’ambizione di essere tali. A essere sospettosi poi si potrebbe pensare che un’azienda non accetta commenti o che non abbia il personale utile a gestirli. Allora carissimi evitate di voler fare i fashion a ogni costo e fate i passi secondo la vostra gambetta lasciando stare velleità blogghistiche presunte perché io i vostri blog me li vado a spulciare, uno a uno. E se mi avete tirato un pacco c’è modo pure che ve lo scrivo!

Incipit videoludens – Ottavo movimento, il ladro


Per un breve periodo io e il ragazzo del Mahjong ci frequentammo. Anche se non proprio in maniera assidua, però ciò non toglie che il nostro rapporto nato a suon di gettoni in sala giochi si reggeva autonomamente. Anche perché incontrarsi e scambiare due chiacchiere sull’ultimo sparatutto o platform che fosse era diventata un’esperienza giornaliera. Non di rado si usciva dalla “sala” pure per fare qualche scorribanda metropolitana. Non mi importava che egli avesse dimostrato platealmente di essere un piromane inveterato, nonostante tutto mi stava simpatico lo stesso.

Ma a breve sarebbe accaduto un evento che mi avrebbe fatto cambiare idea su di lui. Un giorno ci recammo dal tabaccaio del centro città per non ricordo quale commissione. Mentre la signora era intenta sul retrobottega egli in maniera fulminea mi disse :”Prendi quella gomma!”. Riferendosi a una gomma da cancellare che si trovava in bella vista sul bancone. Io con fare interrogativo lo guardai cercando di afferrare quel che aveva intenzione di comunicarmi.

“Prendi quella gomma allora!”, ripeté nuovamente. A quel punto la sua richiesta era molto chiara. Ma che diavolo era, una sorta di prova? Tra l’altro perché dovevo rubarla IO? Mentre le domande si affollavano mi venne in mente che avevo in tasca i soldi necessari e quindi manifestai la cosa al mio amico. Non feci in tempo a terminare il concetto che egli in uno scatto prese la gomma esposta se la infilò in tasca e con uno scatto felino uscì dal negozio in un lampo.

A quel punto uscii di corsa anche io e presi a cercarlo nei paraggi, ma di lui nessuna traccia. Di certo quella esperienza instillò in me molto interrogativi. Io che ero stato educato da mamma in stile vittoriano, apprensiva e ligia delle regole non potevo capacitarmi di un comportamento del genere. Oggi guardandomi dal di fuori, per il ragazzino che ero, posso solo sorridere di quanto fossi ingenuo, ben educato e riservato all’epoca dei fatti. Caratteristiche che mi rendevano tutto sommato molto più centrato e deciso di quanto non lo posso essere oggi.

Mille modi per fare le “cose”


Qualsiasi cosa che si voglia fare di solito la si fa con un motivo! Ma quello che a me preme rilevare sta perlopiù nel fatto che si possa farla anche con il semplice motivo di fare qualcosa di diverso dal solito. Uscendo dalla routine del “fare” in senso utilitaristico del termine potrei anche dedicarmi a una cosa cui mai mi sarei aspettato di fare per il solo gusto della novità e dell’azione svincolata dal suo riscontro utilitario. Il giudicarmi solo in base alle cose che so fare solo “adesso” mi preclude tutto un mondo di sperimentazioni che può magari aprirmi ad orizzonti esotici di cui manco conosco l’esistenza.

Questa propensione al giudizio in base agli elementi di cui sopra è riscontrabile non solo in sé stessi ma, al’esterno, anche negli altri, che di solito si fanno un’immagine di te basandosi su azioni che hai compiuto in un certo momento del tuo passato. Probabilmente le azioni che ho posto in essere fino a questo momento sono state anche portatrici di soddisfazioni e appagamento ma ciò non toglie che anche le cose con cui non mi sono misurato affatto magari potrebbero essere evolutive.

Dico questo perché anche io sono solito porre in essere questo aspetto del giudizio, in particolar modo verso me stesso. Mi misuro solo in base all’esperienza che ho in determinate facoltà lasciandone sconsideratamente indietro delle altre bollandole come non affini a me e al mio modo di operare. Solo da poco sto cercando di rivalutare anche aspetti nascosti che si celano dietro la cortina di false sicurezze.

 

 

Bambinesco


KLEE

Un motivo per cui i bambini sono fighi è perché se gli dici di fare una cosa, la fanno. Procedono con una fede indomita e invidiabile nei confronti della vita e delle cose della vita. Se non vogliono piangono, se vogliono e si divertono, ridono. Una chiarezza cristallina che noi adulti non possiamo che ammirare dall’alto della nostra posizione considerata “autorevole”, che invece ci rende macchinosi, inefficaci nell’azione come nella valutazione. Loro invece sono nati già perfetti, centrati verso l’obbiettivo riescono a tramutare sempre i loro sogni in realtà, riescono a trasmutarsi in cose sempre differenti se le esigenze lo richiedono ma senza sforzo né attrito. La loro azione è sempre pura perché spassionata e relativa ai bisogni del momento, cosa c’è di più bello di questo momento?

Sismologie


Di solito nel blog non parlo di attualità o di fatti di cronaca tranne oggi in cui lo farò. Lo farò perché mi informano del fatto che a circa un anno abbondante dal sisma nel centro italia non sono pronte le tanto rinomate “casine” che in pratica sono state promesse ai cittadini delle popolazioni colpite dal terremoto. Quello però che mi fa riflettere è il fatto che ad oggi “alcune” di queste siano pronte e già installate (tipo il 2% del totale) ma la quasi totalità dei terremotati sia al momento di fatto senza un tetto sopra la testa quindi appoggiati o da amici, parenti, strutture costiere o meno costiere oppure in roulotte. Quindi parliamo di situazioni “giornaliere” di disagio. Fermo restando che uno Stato che non si occupa, e anzi dimentica, i suoi cittadini non merita di essere chiamato uno stato civile come quale si fregia di essere l’Italia;ma l’elemento più inquietante di tutto questo è che non ci sono prospettive chiare alle quali volgersi, perlomeno al momento. Quindi su tutta la faccenda domina un crepuscolo generale fatto di ritardi, promesse, smentite ecc…Nel frattempo la politica si occupa bellamente di altro! Non si sa bene di cosa però quando sul territorio ci sono ancora persone che potenzialmente dormono all’addiaccio, macerie da sgombrare e casette da costruire.

Maturandi_1


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Cosa significa crescere oggi? O meglio, cosa significa essere maturo oggi? Detto in soldoni oggi l’accezione di “maturo” o “persona adulta” si applica all’individuo che ha la capacità di sapersi destreggiare nel migliore dei modi nel mondo e nelle sue attività annesse e connesse al fine di garantire la propria sopravvivenza e quella dei propri cari. Il ché detto per inciso è una prospettiva assolutamente legittima e auspicabile nonché augurabile a chiunque.

E’ opinione comune considerare “adulto” un individuo che abbia raggiunto una sufficiente sicurezza emozionale che economica sia in materia di rapporti umani nei termini definiti dalle correnti consuetudini sociali, consuetudini che poi possono costituire carattere variabile a seconda delle situazioni. Quindi taluna persona abbia raggiunto un certo grado di sicurezza nei succitati aspetti esistenziali potrà fregiarsi dello status di persona adulta e aggirarsi per il pianeta considerando ancora “non maturi”  o maturandi chiunque non abbia raggiunto il suo livello di padronanza. E fino a questo punto più o meno possiamo essere tutti d’accordo.

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Ciò che invece venga considerata maturità all’interno del ristretto nucleo familiare al momento al momento non ci interessa in quanto in quel caso intervengono ulteriori dinamiche relazionali ed emotive che in parte non appartengono alla collettività e al suo operare. Posto che io non abbia nulla in contrario con una visione del tipo di quella sopra esposta occorre però operare dei distinguo nel tentativo di:

 

1: Non cadere in facili semplificazioni tanto care all’attuale civiltà che ci ha partorito sempre prodiga nel cercare una ricorrente omologazione massificata operata anche a spese del singolo individuo e delle sue legittime istanze.

2: Rivalutare la posizione esclusiva dell’individuo nella sua totalità a prescindere dalle consuetudini consolidate.

Detto questo però non posso ora non osservare il fatto (secondo quanto detto sopra in merito all’esigenza di crescere) di possedere le stesse aspettative esistenziali nonché ambizioni primarie del mio cane, di un gatto o di una falena. Visto che anch’essi seguendo il naturale istinto di sopravvivenza si prodigano giornalmente per taluni obbiettivi. Il ché mi porta quindi giocoforza a riflettere su quella che in realtà può essere considerata la reale e più plausibile “maturità” quella che viene riferita all’essere umano.

perils-of-plastic-ring-a-ding-ding-wea-2E’ possibile cioè che siamo nati solo per sgomitare, riprodurci, sistemare alla bene e meglio il nostro universo relazionale e andare a mangiare al Mac Donald? Il punto più alto della parabola è quindi questo?

Siccome sono pigro e ho fame risponderei di si, ma ho ancora un po di tempo a disposizione e mi permetto di affermare che l’uomo è nato per andare oltre a tutto questo. E’ suo diritto ad un certo punto elevarsi oltre le necessità relative alla sopravvivenza per ambire a qualcosa di più alto e gratificante. Questo si può fare solo sviluppando i propri talenti non mortificandoli come oggi si tende a fare.

Occorre ribaltare il mondo per riprodurlo a propria immagine, creando quindi il mondo ideale in terra. Siamo qui per incarnare il nostro ideale, il principio primo per il quale siamo nati anche a costo di porre in secondo piano la nostra stessa sopravvivenza. Chiunque abbia fatto questo secondo me può fregiarsi del titolo di uomo maturo.

A mio avviso  “l’uomo maturo” che ha in pugno le problematiche relative il mondo delle necessità a cui oggi si fa riferimento è una marionetta in balìa degli eventi. Uno starnuto e collassa su sé stesso, una grandinata e soccombe. Sempre che si riesca a mettere insieme un uomo del genere ci sarebbe sempre il rischio che un giorno si svegli e faccia a pezzi la famiglia con la mannaia (come tra l’altro ogni tanto accade).

[forse continua …]

La lista!


Un proposito che ho in testa questi giorni è quello della lista! Di cosa si tratta? Semplicemente di buttare giù una lista delle cose da fare o che si pensa di fare nell’immediato futuro. Perché? Perché ho scoperto, in realtà l’hanno scoperto pure altri prima di me, che buttar giù una lista di cose da fare aiuta la mente a sgravarsi di pensieri e quindi di stress. Ora proverò. Ma il problema ora che non ho ancora una vera e propria lista è quello di ricordarsi di farla!!! Forse dovrei buttar giù una lista preventiva con solo un punto:

– Fare la lista

Sarebbe già qualcosa!

Amore animale!


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La mia cagna è di nuovo in calore, come l’anno scorso, e ricomincia il solito triangolo funesto tra lei, il cagnolino venuto da lontano e me nella parte del terribile inquisitore. Se volete leggervi la vecchia storia eccovela qui. Di diverso questa volta è la dimensione dello spasimante di turno che questa volta sfoggia perlomeno una stazza leggermente un po più virgulta dell’anno passato. Raccogliendo informazioni come una spia per il paese sono riuscito a capire che nostro arriva dalla frazione vicina che dista circa 3/4 chilometri, una distanza ragguardevole che il canide evidentemente compie ogni giorno da tre giorni a questa parte per venire a orinare davanti a casa mia e per piazzarsi in maniera del tutto non autorizzata davanti al mio portone di ingresso. Ormai però sono scafato anche io in questioni amorose e mi guardo bene dal farla uscire nei momenti in cui lui staziona nel viottolo con fare arrapato. Per lui è diventato una sorta di lavoro o occupazione a tempo pieno, la mattina lo saluto quando esco di casa per il caffè, la sera gli do la buona notte e magari lo invito per un giro di amari. Falla gravissima da parte sua è il fatto che non si faccia trovare ( guarda caso ) ore pasti, momento in cui prendo al volo il guinzaglio e faccio fare il giretto alla mia cagnetta in evidente deficit vescicale. Oramai però la guerra di nervi sta volgendo a mio favore, evidentemente a causa dei pasti che il nostro ha dovuto saltare nei primi giorni di assedio. Ora lo vedo può vacuo e demoralizzato. La resa dei conti è vicina …