Rockin all over the world


Oh here we are and here we are and here we go all aboard and we’re hitting the road here we go rocking all over the world and giddy up and giddy up and get away we’re going crazy and we’re going today here we go rocking all over the world

Annunci

Il Mondo Figo!


Oggi per varie ragioni sono dovuto approdare sul sito web della mie ex scuola, la scuola dove mi sono diplomato nel lontano ’97. La prima occhiata alla home page mi ha fatto inavvertitamente balzare all’occhio quanto siano cambiate le cose nel giro di pochi anni. Il mio che all’epoca era un semplice “Istituto” (Istituto d’Arte), ora si è trasformato acquisendo la più versatile connotazione di “Liceo”! (Liceo Artistico). Ma il bello arriva con le denominazione delle sezioni vere e proprie presentate dal liceo. Architettura e Arredamento è diventato Interior Design, Moda e Costume si è trasformato in Fashion Design e altre che puntano sempre sulla matrice Fashion forse per accattivarsi l’attenzione di qualche bimbaminkia in più. Quello che mi chiedo è perché anche per l’offerta scolastica si debbano riproporre i soliti triti e ritriti cliché da marketing spicciolo. Tutto questo deve risultare forse molto figo per qualcuno, e pure per molti, se per stare al passo si è reso necessario “fashionizzare” anche i nomi delle sezioni di una scuola statale. Mi piacerebbe pensare che la scuola sia invece qualcosa di non allineato alle tendenze di mercato e che viaggi invece sul binario della cultura, invece che su quello del marketing, perlomeno sul piano ideale!

La qualità del fare


qualità del fare

In questa realtà meccanico-industriale dallo spirito quantitativo che ci opprime ogni giorno con i suoi diktat e i suoi imperativi categorici non mi stupisce affatto che una caratteristica propria del singolo, preso nella sua magnifica unicità, sia stata usurpata a favore dell’istanza prima dell’omologazione. L’esaltazione della dimensione “quantitativa” è propria della nostra civiltà che crede che “più cose” ci sono in circolo per tutti più i bisogni del singolo vengono soddisfatti. Questo assioma sottende però che tutti abbisognino delle medesime cose, ci si affanna quindi a produrre “cose” e a creare nel contempo fruitori di quelle cose. Un circolo autoindotto che non può che creare dolore, morte, distruzione e infelicità. Cosa occorrerebbe fare quindi? Niente. Ripristinare nel singolo la qualità del fare per accedere di nuovo ad una dimensione ormai perduta.

Sorrisoni


sorrisi

L’altro giorno parlavo con un amico che mi diceva che nella vita occorre sorridere. Ma non in senso lato, bisogna proprio starsene con il sorriso stampato in faccia! Prendere la cosa come una disciplina ferrea e cercare di farlo il più possibile durante la giornata, perlomeno nei momento in cui ci si ricorda di farlo. Secondo queste teorie il fatto di sorridere già di per sé aiuta a mantenere un’atteggiamento di apertura e ottimismo nei confronti del prossimo e del mondo nel suo complesso favorendo probabilmente una possibile “risonanza” con persone e situazioni altrettanto positive. In effetti standosene buoni buoni già una buona decina di minuti con un sorriso ebete estrapolato dal nulla stampato in volto si possono notare i primi effetti positivi: la gente inizia a evitarti, e già questo è un grande traguardo visto che di solito siamo perseguitati dai rompiballe più disparati!

Pulizie!


Dopo le pulizie sul blog sono arrivate anche quelle reali! Non mi considero un grande pulitore, anche perché di solito quando mi decido a farlo la casa ha già raggiunto le sembianze di un vicolo malfamato. In aggiunta sono un conservatore inveterato e tendo ad affezionarmi a tutte quelle piccole chincaglierie che creano una quantità inamovibile di polvere. Comunque da oggi in poi la parola d’ordine è: ogni cosa al suo posto! Aprendo così per scrupolo il mio pc mi sono inoltre accorto della enorme quantità di polvere riversatasi dentro il case a contatto diretto con i circuiti. Mi sono chiesto come diavolo potesse ancora funzionare! Ho dovuto rovesciarlo per spazzare via l’ammontare di immondizia al suo interno. Prossimo passo … Mastro Lindo!

Cosa resterà?


asteroide

Mi viene da pensare a cosa rimarrebbe della nostra fastosa, tecnologica, onanista civiltà, se improvvisamente un asteroide enorme proiettato alla velocità della luce colpisse il pianeta terra causando un terremoto di proporzioni epiche che cancellerebbe ogni forma di vita sia vegetale che animale! Sono pensieri che mi prendono così, dopo il thé delle 5 e tra una partita a ramino e l’altra io e gli altri convenuti vagheggiamo allegramente sui destini del mondo. Probabilmente i sopravvissuti riusciranno in qualche modo a salvare la specie umana, magari iniziando a scavare come le talpe cunicoli sotterranei. Una volta passato qualche secolo probabilmente incominceranno a affiorare i resti della civilità precedente sepolte dai detriti. Forse troverebbero la Statua della Libertà (quella affiora sempre, anche nei film) spiaggiata su un lato come una balena.

Io e le Serie TV


Non credo di avere particolare affinità con le moderne serie Tv. Eppure mi sono impegnato anche parecchio visto che tra le mie conoscenze annovero dei cultori seriali-televisivi da competizione. Ho provato con Games Of Throne e dopo uno sforzo erculeo sono riuscito a terminare la prima serie, ma visto che all’orizzonte si profilava pure la seconda ho deciso di mollare e lasciare il trono di spade al suo destino. Da considerare pure il fatto che in linea di massima il fantasy è il genere a me più congeniale.

In primis c’è il fatto che le storie siano “spalmate” su un lasso di tempo troppo lungo, tempo in cui in realtà non accade nulla di realmente rilevante. Ci sono troppi dialoghi e poca azione. In Games of Throne addirittura in un episodio si glissa amabilmente una battaglia importantissima con l’espediente dello svenimento del personaggio.

Una eccessiva quasi ossessiva caratterizzazione dei personaggi, anche secondari, che poi rivestono un ruolo anche marginale rispetto agli eventi. Cliché troppo marcati. Non c’è mai un personaggio che non faccia qualcosa di diverso da quello che ci si possa aspettare da lui. C’è lo spaccone, il romantico, l’eroe, la troia, il cattivone, ruoli da cui nessuno aspira ad affrancarsi per affrontare il nuovo, il non stereotipato.

Insomma potrei continuare ma a grandi linee le tanto sponsorizzate serie che offre la tv a pagamento (e non solo) non apportano un briciolo di novità rispetto a quello che già c’era in termini di intrattenimento. Mi hanno lasciato con un sapore amaro in bocca visto che tra l’altro risultano un impegno non indifferente in termini di tempo, tempo che sinceramente preferisco spendere in altro modo. Per esempio scrivendo post sulle serie tv! … un saluto!

Qualcosa cambierà?


Una sorta di bieco sentimento imperante si sta impadronendo della maggior parte dei personaggi da me frequentati. Una vibrazione di fondo che mi informa che sotto sotto “bene o male le cose stanno così, che ti piaccia o no!“.Occorre solo mettersi al passo, ovviamente nessuno lo dice apertamente ma c’è chi è pronto anche a sacrificarsi per perpetrare una vita di merda. Insoddisfazione e stanchezza sono i sentimenti imperanti. C’è chi si lamenta di continuo, chi lo spaccia per normalità ma cade sempre nelle stesse contraddizioni che rendono egli stesso infelice ma comunque pronto a redarguirti allo scopo di allinearti con quello che lui fa. E’ sparita ogni istanza di cambiamento, una paralisi del corpo e della mente cristallizzati a canalizzare i flussi di energia sempre sulle medesime vie. Questa è la tetra consapevolezza di non potere fare nulla di diverso da quello che fai oggi, dalla tediosa sensazione di non poter evolvere se non attraverso un percorso stabilito da altri prima di te ma che con te non ha niente a che vedere.

Mercoledì da coglioni!


Stasera mi sento proprio una schifezza! Dopo una settimana di numeri d’alta classe per non fumare, stasera ci sono ricascato e mi sono concesso ben due bionde. Inutile dire che ora mi sento proprio meglio. La nicotina in circolo evidentemente sta facendo il suo bravo dovere ma domani mi sveglierò con la consapevolezza di essere un coglione. Non che le altre mattine non lo sia, ma almeno avrò un buon motivo per crederci intensamente. Forse se ci fosse qualcuno a ripetermelo farebbe più effetto e riuscirei a smettere con più verve. Certo che in casi come questo ci vorrebbe tipo un coach, uno di quelli supercazzuti che all’occorrenza ti fa fare pure i piegamenti sotto lo spruzzo di un idrante, uno che ti fa soffrire fisicamente. Allora non penserei alle sigarette, o le fumerebbe lui per me! …

Mare Magnum


Mentre ero ancora impreparato accade l’imprevisto. Di quegli imprevisti che non prevedi, altrimenti non sarebbero imprevisti. Mi ritrovai a nuotare in un mare magnum di cultura, quella con la C maiuscola, perché mi si incalzava a destra e a manca a suon di citazioni, motti melensi e estrapolazioni filosofiche. Insomma, tutta quella strombazzante paccottiglia che solo le donne sanno mettere in piedi quando poi non sanno neanche loro. Non ero preparato ma se da un lato tutto ciò mi sconvolse creandomi pure un senso di nausea, dall’altro mi lasciai rapire.

[forse continua]