Polaris 1


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La natura polare del web è giustificata da una tendenza fisiologica dovuta al fatto che la rete è già di per sé uno strumento, quindi un mezzo ad “uso e consumo” di chi già ha assunto un atteggiamento o manifestato un’opinione definita verso un qualsivoglia soggetto. Irreale quindi la prospettiva di chi si accosta al web sperando di trovarvi qualche delucidazione neutrale in merito a qualsiasi argomento. Le fazioni saranno sempre disposte su binari contrapposti, estremamente radicalizzati e di solito in lotta tra loro proprio perché sul web interagisce in maniera vivace solo chi ha un’opinione precisa, netta e definita. Da qui vediamo le forti contrapposizioni, discussioni, litigi che giornalmente scuotono la rete sfociando in vere e proprie crociate contro chi la pensa diversamente. Basti pensare alle grandi “questioni” che cercano di polarizzare l’attenzione e le energie degli utenti sorte proprio con la nascita del web 2.0 come per esempio i NoVax Vs ProVax – Carnivori Vs Vegani – Complottisti Vs Bufalisti. In tutto questo di reale c’è solo la polarizzazione delle parti a scapito di una corretta interpretazione della realtà dei fatti.

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Cosa resterà?


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Mi viene da pensare a cosa rimarrebbe della nostra fastosa, tecnologica, onanista civiltà, se improvvisamente un asteroide enorme proiettato alla velocità della luce colpisse il pianeta terra causando un terremoto di proporzioni epiche che cancellerebbe ogni forma di vita sia vegetale che animale! Sono pensieri che mi prendono così, dopo il thé delle 5 e tra una partita a ramino e l’altra io e gli altri convenuti vagheggiamo allegramente sui destini del mondo. Probabilmente i sopravvissuti riusciranno in qualche modo a salvare la specie umana, magari iniziando a scavare come le talpe cunicoli sotterranei. Una volta passato qualche secolo probabilmente incominceranno a affiorare i resti della civilità precedente sepolte dai detriti. Forse troverebbero la Statua della Libertà (quella affiora sempre, anche nei film) spiaggiata su un lato come una balena.

The Passion!


Non se se anche ad altri capita ma a me fa’ una cosa strana riguardo al lavoro. C’è insomma chi dice che per trovarsi un lavoro e svolgere un’attività appagante occorre scegliere tra una delle nostre passioni. Chi ha passione per la legge, per esempio, dovrebbe fare l’avvocato o lavori che riguardino può o meno l’ambito legislativo.

A rigor di logica un ragionamento del genere non fa’ una piega. Il problema è che a mio avviso un’attività protratta per più di tre ore al giorno tutti i giorni smette di essere una passione e si trasforma in condanna. C’è poi un’altra questione da mettere sul banco.

La passione, per esempio un hobby, me lo gestisco io in base ai miei tempi e ai miei modi. Il lavoro, anche svolto con passione, ti viene imposto generalmente dall’alto sia nei modi che nei tempi. Io non posso decidere per esempio di lavorare un giorno 2 ore e il giorno dopo 9! Una passione perde il suo fascino se imposta giornalmente. Il parallelo lavoro-passione quindi per me non ha nessun fondamento.

Struwwelpeter!


Finalmente ora tutto torna, tutto quadra nel gigantesco puzzle della mia angosciosa infanzia. Da tempo infatti ero alla ricerca di qualche indizio circa una grottesca fiaba che vedeva il simpatico protagonista schernito a morte dal mondo intero a causa delle sue scarse abitudini igieniche.

Una di quelle fiabette malefiche del tipo: – Se non fai quello diventerai così! … – con tanto di immagine repellente.

Ebbene l’altro giorno navigando per caso su un sito ho addocchiato l’enigmatica immagine che campeggiava a mò di monito funesto sulla pagine del mio libro delle favole. Al ché mi sono ricordato, vedendolo scritto, il nome italiano della storiella, ovvero, Pierino Porcospino.

Struwwelpeter è il titolo in tedesco; titolo di una favola che sono uno spirito del nord poteva partorire. A Francoforte sul Meno si trova pure un museo, non so cosa possa contenere perchè non ho approfondito la cosa.

Fabrizio & le Avventure del Dentifricio – L’Antefatto


Oggi ho pensato a un nuovo personaggio, si chiama Fabrizio. Fabrizio è un silos contenitivo, una sorta di ricettacolo purulento, dei miei fallimenti narrativi. Ma perchè da un fallimento non può scaturire la più profonda simpatia?

Fabrizio è uno che nasce fallito già in partenza per il solo fatto di ascoltare troppo le raccomandazioni dei suoi cari genitori e delle persone che credono di dispensargli quotidianamente ottimi consigli. Nella fattispecie di Fabrizio IL SUO DENTISTA. Ma perchè proprio il dentista come nemico giurato del Nostro?

Perchè Fabri seguendo le mille precauzioni che il paradonto necessita giornalmente e accostandosi ai mille consiglie del fidato professionista iniziò a lavarsi i denti tutti i giorni. Il ché di per sé non è affatto male: Una buona igiene dentale è alla base della cura verso sé stessi.

Ma volendo migliorarsi di giorno in giorno iniziò ad averne cura in maniera maniacale fino ad arrivare al punto di lavarseli in maniera eccessiva e dannosa. Fabrizio è uno che prende sul serio gli impegni presi. Il suo spazzolino arrivò al punto di diventare uno scabro mozzicone ormai privo di setole dopo i consueti 12 lavaggi giornalieri. Con le gengive scavate e sanguinanti, i denti ridotti a sassi sbilenchi torniti dall’eccessivo spazzolare un giorno Fabri si accorse che i consigli di chi gli era più caro si erano rivelate delle bufale clamorosamente orchestrate per arrecargli danno.

Da qui iniziano le prossime avventure del nostro amico deluso e derelitto, la storia di un omino distrutto dagli eccessi e dei buoni propositi.

Finalmente Migrazioni!


Mi sono spostato quindi su nuova piattaforma. Dopo tre lunghi anni di blog sul buon vecchio Splinder l’Exogino è pronto per nuove mirabolanti esplorazioni nel cosmo internettiano.

Non starò quindi a menarmela con le motivazioni che hanno portato a questa scelta, anche perchè non ce né sono di precise. Sono stato spinto solo dalla curiosità di provare altre piattaforme e siccome molti mi dicono che avere un blog su worpress è molto figo allora ho voluto fare il figo pure io. Ciò quindi non toglie il fatto che una volta rottomi le palle io possa tornare al vecchio blog.

Per questo non ho chiuso l’account ma rimmarrà per i secoli dei secoli in memoria di quello che fu un tempo. In modo goffo e disarticolato sto quindi cercando di familiarizzare con la nuova piattaforma anche se non so bene dove tutto questo mi porterà di preciso, i lettori vecchi sono comunque invitati a continuare a seguire le vicende exoginniche qui riproposte in nuova guisa.

L’Exogino fa il lifting ma il succo più o meno sarà sempre quello. Come potete vedere però ho voluto dare un tocco un po più solare al mio spazio, molto solare, forse troppo! Un saluto a tutti e ci vediamo tra queste pagine.

Sintetiche libertà


 

 

 

 

 

 

 

 

È più facile forzare le sbarre di una prigione che aprire porte sconosciute sulla vita.
David Herbert Lawrence.

Sono sempre più convinto che il nostro accrescimento dipende dalla misura in cui riusciamo a distaccarci dalle opinioni degli altri, non in senso di atteggiamento eremitico e distaccato ma forse in un’ottica di metabolismo e rielaborazione di esperienze, proprio come un apparato digerente.

Le esperienze degli altri sono nulle per quello che ci riguarda, proprio come un organismo trattiene quello che gli serve e espelle ciò che è velenoso in questo senso abbiamo bisogno di una epurazione da quello che non ci appartiene e che a lungo andare ci può ottenebrare le facoltà principali.

Cresciamo e sviluppiamo il nostro intelletto sempre ed esclusivamente sulla base di esperienze altrui, sono ben rari i momenti squisitamente personali ed anche in questi casi siamo pesantemente influenzati da ciò che ci è stato insegnato anche se si tratta di cose per noi ininfluenti.
La vera crescita forse consiste nella liberazione dai cliché che ci siamo ingollati passivamente per una vita facendo librare la nostra anima più profonda. Ma per fare questo ci vuole coraggio, carne e sangue e spesso ci nascondiamo dietro a scelte facili e più popolari.

Ugo e Parisina


Le nozze tra Niccolò III e Parisina Malatesta, celebrate a Ravenna nel 1418, non nacquero certamente sotto buoni auspici. L’ingresso della nuova marchesa, in una Ferrara nebbiosa e funestata dalla peste, non ebbe quella fastosa cornice di festeggiamenti che caratterizzavano , in genere, un simile avvenimento.
Parisina era molto bella ed anche se non ancora quindicenne, era colta e ben preparata ad il nuovo ruolo nel quale si immedesimò con entusiasmo e serietà, mettendo ben presto in luce le proprie doti. Le venne facile, quindi, destare intorno a sé il consenso e la benevolenza di tutta la Corte Estense.

All’inizio ebbe il suo bel daffare a riorganizzare la nuova dimora, in effetti un po’ trascurata: rinnovò gli arredi, le tapezzerie, rifornì le dispense usando buon senso ed oculatezza. Dedicò una cura particolare al guardaroba scarso e malridotto dei figli di Niccolò, quattro maschi e due femmine che rivestì di tutto punto e con il decoro richiesto dal loro rango.
Parisina occupò le stanze sotto la biblioteca nella torre del Rigobello e vi allestì il proprio appartamento; dalle finestre poteva osservare la Piazza ed ammirare i marmi preziosi della facciata del Duomo.

Ugo, il maggiore dei figli del marchese, molto vicino per età a Parisina, non vedeva di buon occhio la matrigna e le si rivolgeva con ostentata ostilità. Vedeva in lei l’usurpatrice del posto che avrebbe dovuto occupare sua madre Stella dei Tolomei, detta dell’Assassino che ora, invece, languiva in un dolore così profondo che l’avrebbe ben presto portata alla morte.
Questa situazione non piaceva al Signore d’Este che tentava in ogni modo di sollecitare un rapporto più cordiale tra i due. Colse l’occasione di una visita di Parisina ai suoi familiari ed invitò Ugo ad accompagnarlo nel viaggio.
Durante il tragitto, a bordo del bucintoro, la costretta vicinanza e l’atmosfera festosa che si andava creando sciolsero a poco a poco il gelo che li separava. Una volta a Ravenna i sentimenti che covavano nei loro animi presero coscienza, manifestandosi senza pudori e reticenze. Al ritorno a Ferrara la relazione continuò e si rafforzò nel segreto negli incontri nelle delizie di Belfiore, Fossadalbero e Quartesana.

Ma questo amore proibito e nascosto causava in Parisina malumori e scontento che si manifestavano con atti di insofferenza soprattutto nei confronti delle sue ancelle. Proprio una di queste, profondamente umiliata per una scenata ingiusta della marchesa, si fece delatrice della tresca. La notizia giunse all’orecchio di Niccolò che non voleva assolutamente credere ad un simile affronto. Roso dal dubbio e dalla gelosia, decise di spiare i due amanti da un’apertura praticata nel pavimento del suo studio che sovrastava la camera da letto della giovane sposa.

Fu tanta la sua rabbia nell’assistere al duplice tradimento che, al colmo dell’indignazione per l’oltraggio subito, ordinò che i due amanti fossero condotti nelle prigioni del castello e rinchiusi in due celle distinte in attesa della pena capitale.
A nulla valsero le suppliche dei fedeli di Corte per tentare di salvare la vita ai due giovani. Furono decapitati sul medesimo ceppo, prima Ugo, poi Parisina, ponendo fine al loro amore che, tuttavia, è durato nei secoli ispirando musicisti e poeti.

Tratto da: Fatti, miracoli e leggende di Ferrara antica; Maria Teresa Mistri Parente.