Distrazioni


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Vivere in un ridente paesello collinare è un po come stare avulsi dal tempo e dallo spazio. In città ad esempio si continua con il solito tran tran quotidiano mentre qui è d’attualità la locale festa natalizia che si tiene ogni anno. Esci e la gente non parla d’altro. Stai a casa ma senti i suoni degli operai e volontari che lavorano distraendoti dalle tue attività.

E anche io non ce la faccio a fare altro… Tipo avrei da studiare, da riassettare casa, archiviare delle cose. Ma niente non riesco. Anche qui sul blog è iniziato pure a nevicare. Mia figlia mi chiede da un mese tutti i giorni se arriva Babbo Natale e se gli porta i regali! Insomma pensavo in un Natale discreto e poco ingombrante almeno quest’anno ma tutti i presupposti mirano al contrario!

Buona giornata babbi natali!

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Il Lavoro – Fase_4


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Altro giro di colloqui per il sottoscritto. Si perché oggi per trovare un singolo lavoro, tocca pure sottoporsi a un numero indefinito di colloqui. Uno con l’agenzia, uno con il responsabile, uno con il titolare che di solito non sa mai un cazzo!

E ti va bene pure se lo sai in anticipo che magari ti prepari psicologicamente, perché poi capita anche che lo scopri di volta in volta quali personaggi ti devi girare. Comunque questa volta la cosa ha preso una piega che ha tanto un sapore alla X Factor, ora vi spiego.

Praticamente il responsabile dell’ufficio dove dovrei finire io ha deciso questa volta di buttarla sul competitivo. Ha deciso di tenere tre persone (e dico 3) in prova per un mese a mezza giornata (che poi dove la trova mezza giornata in 3??) nel suo ufficio e vedere come ce la caviamo con le varie problematiche. Siccome lui dice occorre essere proattivi (come il detersivo) allora vuole vedere prima la nostra proattività in azione nel momento del pericolo e dell’azione. Io ovviamente ho accettato, avendo anche tutti gli altri requisiti per accettare quelle mansioni, ma dal giorno del colloquio tutto tace …

Sfumature del tempo


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Chi affermasse che il tempo è uguale per tutti cadrebbe di certo in una grossolana generalizzazione che non coglie appieno, credo, gli elementi coinvolti in una discussione degna di questo nome. Si può delineare subito che il Tempo è definito da due qualità: Una che riguarda il mondo e una che riguarda noi.

A ben vedere ogni cosa possiede in sé questo aspetto duale. Uno è il lato condiviso, superficiale, con cui interagiamo e comunichiamo con il mondo, l’altro è quello della profonda significazione che noi attribuiamo alle cose. Ma tornando al Tempo, l’aspetto superficiale lo possiamo ben dedurre tutti quanti: è quello collegato alle attività da svolgere, al mettersi in riga e al passo con le convenzioni esterne che per forza devono essere organizzate in porzioni di “tempo”.

Al di là del tempo “convenzionale” troviamo invece il tempo “individuale” che è qualcosa di più emotivo e pertiene maggiormente alla sfera qualitativa più che quantitativa. In questo senso si contrappone alla precedente modalità temporale che invece è focalizzata sul “contare” porzioni singole di tempo. Per sfera qualitativa si intende in merito all’azione che stiamo compiendo. Basti notare quanto scorra effettivamente veloce il tempo quando siamo totalmente coinvolti in quello che stiamo facendo. A questo proposito allora sorge spontanea la domanda: ma ha più dignità il tempo cronologico o il tempo individuale?

Suocera illuminata!


Insomma è successo che lo scorso week-end mia suocera ha invitato a sue spese tutti(e dico tutti) ad un hotel termale a Bagno di Romagna per passare a mollo 2 giorni di relax e godimento. Tra i “tutti” ovviamente c’ero anche io, mia compagna e mia figlia di cinque anni che ha scoperto la sua passione per le camere d’albergo tanto che sarebbe rimasta chiusa in camera per tutti i 2 giorni. Mi ricorda un po la mia prima esperienza con le terme in compagnia di mia madre e mia sorella. Più o meno avevo l’età di mia figlia ora. Anche io come lei rimasi sbalordito dalle camere d’albergo e da tutto quello che offrivano tanto che per uscire ogni volta facevi i capricci. Una notte caddi dal letto, mia madre sentì un tonfo sordo ma senza destare sospetti mi rimisi sopra senza che nulla fosse. Da quel giorno questa storia divenne una sorta di barzelletta che non mancano mai di raccontarmi ogni volta che si accenna a quel viaggio. Tornando al nostro week end umido che dire di meglio in questi casi se non un grandioso e caloroso : Grazie !!!

Aria di PreNatale


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Nel mio paesello da qualche giorno si respira già una candida atmosfera natalizia. Forse dovuta al fatto che a breve, i primi di dicembre, inizierà la famosa festa/mercatini che è piuttosto seguita nella mia zona. Tutti sono in fermento. Gli addetti ai lavori, i comuni cittadini, ma anche a quelli che ai lavori non partecipano ma si godranno il paese da visitatori. L’aria autunnale punge i visi di primo mattino mentre si scaricano alberi, addobbi, luci. C’è chi fa colazione, chi si mangia un panino, chi bestemmia presto. Tutti stretti nel freddo abbraccio dell’inverno che  gela le membra ma scalda i cuori.

Il Lavoro – Fase_3


Ora che cerco il lavoro mi capita sovente di inviare mail, curriculum, richieste di collaborazione o di candidarmi in qualche sito web. Morale della favola: Oh mai nessuno che rispondesse! Nel senso che non è che pretendo di essere assunto da qualcuno ma almeno di rispondere, far vedere che si è vivi. Magari per confermare la ricezione o solo per un commento, un saluto,che ne so …

Mi sto mazziando per scrivere pure lettere di presentazione diverse a seconda del destinatario e della tipologia di azienda. A volte mi nasce il dubbio che all’altro capo delle e-mail che ho sottomano non ci sia nessuno. Come scrivere al vento parole destinate all’oblio del tempo senza una speranza che qualcuno, anche per sbaglio, possa leggerle. Ci passo le mezze giornate a scrivere di tutto su di me: esperienze, studi, passioni, ma poi c’è qualcuno che legge? Mah … il mistero si infittisce. Io nel dubbio mando.

Caldo cinese


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Sabato sera. Un pochino incerti sul da farsi decidemmo dopo un giro nel centro città di imbucare il primo ristorante cinese per affrontare la cena. Sulle prime rimasi un po incerto non tanto per la natura etnica del ristorante quanto sul fatto che in quel posto preciso non ci fossi mai stato. Sono piuttosto scettico nel recarmi in posti che non conosco affatto essendomi ritagliato, almeno nella mia città, una rosa di luoghi appetibili selezionati dopo anni di esperienze. Ma va beh, mi dissi … tanto più o meno i ristoranti cinesi si somigliano tutti, uno vale l’altro.

Optammo quindi per quel luogo ma all’ingresso percepimmo al volo la situazione drammatica che si stava vivendo al suo interno. L’unica sala del ristorante consisteva in un angusto stanzino di 4 metri per 4 con una piccola finestra sul viottolo esterno. Una tenda separava l’ingresso dalla sala quindi appena entrati non ci accorgemmo della natura angusta della stanza. Ci scambiarono subito per qualcuno che aveva prenotato e ci diedero al volo un tavolo accanto ad una coppia di signori che parevano anche loro capitati li per caso.

Una volta seduti capimmo che avremmo dovuto cenare tête-a-tête con gli avventori seduti sul tavolo di fianco al nostro ma se il disagio fosse stato solo per quello sarebbe filato tutto liscio. L’elemento tragico della serata si rilevò invece essere lo sciagurato condizionatore che incombeva sulle nostre teste e che ci avrebbe tenuto compagnia per tutta la cena. All’interno della stanza credo si siano sfiorati i 60 gradi centigradi, tanto che a un certo punto decisi di chiedere alla cameriera di spegnere o quantomeno abbassare cortesemente il riscaldamento che veniva sparato da un tremendo bocchettone a circa 2 metri dalle nostre teste. Con un gesto brillante mi fece cenno di aver capito ma il riscaldamento però continuò a restare acceso.

Nel frattempo ci servirono l’acqua. Già era qualcosa perché con tutto quel calore ci si era seccata la gola tanto che non riuscivamo più a capirci tra di noi mentre parlavano. A qualcuno cominciarono a bruciare gli occhi. All’arrivo del mio pollo alle mandorle decisi di ritentare visto che la cameriera mi si accostò per servirmi il piatto. Dissi di spegnere il riscaldamento perché qualcuno cominciava a avere le visioni, come nel deserto. Mi fece il gesto dell’OK quindi mi tranquillizzai incominciando a mangiare la mia portata.

Portarono la birra ma io decisi di bere solo acqua viste le condizioni vaporifere che stavamo accusando. Evidentemente qualcosa era andato storto con la cameriera. O non ci capivamo o io ero così annebbiato dal calore da non riuscire ad esprimermi. Nel complesso però la tortura si rivelò breve perché tutti mangiarono a velocità della luce lasciando perdere caffé e dolce cercando l’uscita nel più breve tempo possibile. Una volta fuori mi ripromisi che da quel momento in poi … Mai più posti a casaccio!

Blog?


Mi fanno sorridere i siti di quelle aziende che implementano la funzionalità Blog per poi trattare le relative sezioni alla stregua di normali pagine web. Il Blog nasce come apertura agli utenti esterni per permettere a questi di commentare e interagire con gli articoli del blog stesso. Se viene a mancare la funzione “commenti” tanto varrebbe aggiungere una normalissima pagina con le informazioni da veicolare punto e basta. Questo mi fa pure riflettere sul consueto atteggiamento tanto utilizzato nella nostra epoca che snatura ogni cosa e la trasforma in specchietto per le allodole. In questo panorama ecco quindi apparire blog che non sono blog ma con l’ambizione di essere tali. A essere sospettosi poi si potrebbe pensare che un’azienda non accetta commenti o che non abbia il personale utile a gestirli. Allora carissimi evitate di voler fare i fashion a ogni costo e fate i passi secondo la vostra gambetta lasciando stare velleità blogghistiche presunte perché io i vostri blog me li vado a spulciare, uno a uno. E se mi avete tirato un pacco c’è modo pure che ve lo scrivo!

Teatrini


Oggi io e mia figlia ci siamo dedicati a un gioco regalatoci qualche tempo fa che fino a questo momento avevamo tenuto a prendere la polvere sulla libreria. Più che un gioco si tratta di un kit del perfetto teatrino ambulante tutto in carta con tanto di palcoscenico, scenari e marionette da ritagliare. Tra le favole disponibili ci sono Biancaneve, Cappuccetto rosso, i tre porcellini.

Insomma gli spunti per divertirsi sono multipli! Quello di ritagliare in primis, poi la narrazione e pure un certo grado di improvvisazione per chi come me non si ricorda proprio in modo dettagliato porzioni di storie. Inoltre ci siamo diverti a mischiare le carte in tavola e inventarci veri e propri “crossover” tra le diverse favole. Insomma una mattinata passata in modo creativo e divertente che mia figlia non vede l’ora di ripetere!

Incipit videoludens – Sesto movimento


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Riprendo qui con la mia saga dedicata alle mie esperienze videoludiche lasciata indietro molto tempo fa, ma che ora desidero riprendere anche per dargli una struttura organica, visto che si tratta di episodi dipanati in più post! In fondo alla pagina ci sono i link relativi a tutti gli episodi, per quelli che si vogliono male!

Un ricordo indelebile è quello di quando mio padre mi regalò il primo personal computer, ovvero il mio Commodore64. Da quel giorno tutto cambiò. Prima di allora avevo posseduto soltanto sgangherate console primitive che permettevano solamente di giocare a rudimentali ping pong sparando palline a destra e manca per lo schermo. Ora avevo invece il potere nelle mie mani e potevo vantare anche di un discreto numero di giochi visto che avevo acquistato tutto il pacchetto da un mio amico che migrò all’Amiga 500. Per la modica cifra di circa 500 mila lire mi ero aggiudicato un lotto irripetibile che comprendeva: Il Commodore vero e proprio, un monitor, circa un centinaio di giochi piratati in dischetto, una cinquantina di giochi in cassetta, un mangiacassette( rigorosamente da tarare), un lettore per dischetti, 2 joystick Albatros, un Reset e 2 o 3 giochi originali in cartuccia! Con questo armamentario da serial killer ero pronto a sfondare ogni record di permanenza davanti allo schermo, a chiudere ogni contatto con la vita mondana e a causare per i mesi successivi non poche preoccupazioni da parte dei miei genitori …


I precedenti capitoli della saga:

Oh mia dolce SlatterHouse- Ouverture

Incipit videoludens – Primo movimento

Incipit videoludens – Secondo movimento

Incipit videoludens – Terzo movimento

Incipit videoludens – Quarto movimento

Incipit videoludens – Quinto movimento