Una traccia del tuo passaggio


In Italia Franco Vaccari teorizzò l’uso della fotografia istantanea e del video come strumenti che permettevano di “catturare” l’azione in tempo reale: alla Biennale di Venezia del 1972 la sua sala personale conteneva solo una cabina per foto istantanee e la scritta sul muro: “Lasciate una traccia fotografica del vostro passaggio”. Durante i mesi di apertura della mostra si vide crescere sui muri una sorta di affresco spontaneo e collettivo costituito dai visi e dai gesti che migliaia di persone lasciarono a testimonianza del loro passaggio. In seguito Vaccari passò a studiare, più analiticamente, quello che chiamò “l’inconscio tecnologico” della fotografia: quella parte dell’immagine che sfugge allo stesso fotografo(la cui attenzione è direzionata mentre scatta) e solo l’impassibilità del mezzo sorprendentemente rivela.