ADESIONE – un salto nel buio


Siccome soffriamo di una qualche strana forma di colpa atavica dentro di noi ci sentiamo spesso in obbligo di “aderire”, iscriverci, associarci, diventare attivisti di quella causa, partito, confessione che dir si voglia. Scelte esotiche fatte perché l’ennesimo scherzo del destino ha voluto che conoscessimo questa o quella persona molto zelante nella sua Opera; attiva sul territorio, foriera di nuove idee e sempre attenta al prossimo nonché agli interessi della comunità.

Tutte qualità nobili e sublimi che forse noi non possediamo o che non abbiamo avuto modo di mettere in gioco. Quello che non capisco io sono quelli del partito delle scelte nette e decisive, perlomeno in campo “mondano”. Ancora più odiose sono le scelte “non fatte”, o meglio, non prese, nelle quali sono gli altri che decidono per te includendoti idealmente all’interno di un meccanismo che loro danno per scontato ma che per te non è scontato affatto, venendoti poi a recriminare il tuo disimpegno. Le forme di Adesione più subdole infatti sono quelle prese a priori dagli altri. Non sei tu che decidi quindi ma l’ambiente dove vivi decide per te senza neanche interpellarti al riguardo. E’ quindi il mondo della coscienza collettiva e delle cose fatte “perché tutti lo fanno” che ho sempre combattuto, ma neanche tanto, altrimenti sarei diventato un combattente.

Le persone invece sono strane, prima aderiscono, poi si lamentano. Si sentono in obbligo di unirsi e fare squadra per le cause più disparate e insostenibili per il singolo. Da ciò derivano risultati mediocri e insoddisfacenti perché ciò che va bene per uno può essere assurdo per un’altro. Entrano quindi in gioco dinamiche di convenienza che nulla hanno a che spartire con l’obbiettivo originario. Io sono invece per il gesto fuori tempo e fuori luogo, che per sua natura deve manifestarsi in maniera gratuita, raccoglie solitamente scarsi consensi ma catalizza l’energia sull’obbiettivo e non sui tornaconti. La cieca Adesione viene dalla convinzione comune che le prospettive siano limitate così come le risorse. Il singolo ritiene più vantaggioso aderire appunto alle scelte per conto terzi piuttosto che impegnarsi personalmente (pentendosene poi in un secondo momento).Egli in questo modo si relega a una posizione di sudditanza rispetto a scelte prese dagli altri. Ritenendo inoltre che la sua sia una posizione favorevole evangelizza il prossimo con totale convinzione.

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