Maledetti aggiornamenti!


L’altra sera dopo una lauta cena mi sono fatto prendere, per mia sfortuna, da una sonnolenza esagerata che mi ha costretto a stendermi dritto sul divano con le gambe alte in stato precomatoso dimentico di aver lasciato acceso il pc nel quale stavo guardandomi un film pallosissimo sull’Everest. L’eccessivo grasso delle salsicce deve avervi obnubilato la coscienza facendomi cadere in un profondo sonno nel giro di poco. Sognavo piatti di contorno misto e melanzane in assetto da guerra che minacciavano nella mia direzione, ma qualcosa deve essere successo perché il sogno iniziò a prendere una piega inaspettata tanto che leggiadre fanciulle e angeliche ninfee iniziarono a volteggiare con grazia sul mio campo astrale recandomi un certo grado di sollievo.

Ovviamente a questo punto un movimento del mio cane mi svegliò di soprassalto. Tutto era immobile nella stanza, niente più rumori di sopra dal resto della famiglia. Il computer drammaticamente in standby. Capii in un lampo che qualcosa di tragico era accaduto durante il mio stato di incoscienza, ma sul momento non riuscì a percepire di cosa si trattava. Per istinto mi diressi barcollando al computer con le gambe malferme e un vago senso di nausea nei visceri. Con un gesto atletico feci per sbloccare lo standby al pc quando in un attimo mi si gelò il sangue nelle vene alla vista della scritta che ora campeggiata a lettere cubitali sulla schermata: BENVENUTO IN WINDOWS 10.

Ma il tutto va inquadrato in una panoramica più ampia. Erano settimane che i maledetti avvisi di aggiornamento invadevano le mie sessioni. Ogni giorno i messaggi si facevano più astuti e suadenti per poi prendere una piega drammatica alla fine, del tipo: “Se non aggiorni il tuo computer esploderà!”. Dal canto mio, essendo molto affezionato al mio caro 8.1, non facevo altro che cliccare sulla X per negare l’invito. Cliccavo sempre, al giorno, di notte, all’ora di pranzo. Avvisi su avvisi negati! Braccato sul cellulare, il tablet, se avessi avuto i Google Glass probabilmente mi avrebbero cercato anche li. Non un’attimo di tregua, non un minuto di riposo. E alla fine … colto in un momento di somma debolezza, sono riusciti a impossessarsi del mio pc. Questo mi insegnerà a non abbassare mai la guardia! Ma la battaglia è appena iniziata! Ora sono io che vi vengo a prendere!

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