Le pause


A prendersi un momento di sosta ci si guadagna sempre qualcosa. E’ come in una melodia, la pausa distingue un tono da un’altro, inspirare a pieni polmoni un attimo che può contenere in sé molti più significati del movimento stesso. Guardarsi attorno e scoprire i nostri oggetti, le persone che abbiamo vicino giornalmente. Queste cose ci parlano di noi, delle scelte che abbiamo fatto. A non stare attenti si rischia di lasciarsi andare nel meccanismo triturante della quotidianità che ci impone obblighi, impegni, una mente sempre di corsa, in cerca della prossima preoccupazione di cui occuparsi. La pausa invece cristallizza il presente in un attimo denso di significati, se sappiamo coglierli. Anche fare qualcosa di diverso rispetto a quello che facciamo sempre può essere una pausa. Ma già “pensare” in modo differente dal solito, sarebbe qualcosa di positivo. Perché rimanere invischiati nelle proprie dinamiche di pensiero, che sono sempre le medesime che si ripetono e ripetono, quando posso fare uno scarto a me stesso e ammettere che sia più profittevole un’altro senso di intendere l’esistenza e noi all’interno di questa?

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