Pubblicato da: exogino | gennaio 13, 2012

La condanna!


Stamattina mi sono svegliato di soprassalto con il cuore in gola e grondante di sudore. Ero appena uscito da un incubo, la funesta visione di uno dei miei più terribil persecutori nell’età dell’adolescenza. Era tutto molto realistico: il simpatico aguzzino cercava come allora di traviarmi e di trascinarmi tra le profonde spire demoniache o di farmi esasperare come solo lui sapeva fare.

Si perchè ho sempre avuto sto amico che dalla prima elementare mi rompeva giornalmente le scatole. In realtà non ho mai capito se gli fossi realmente simpatico o mi detestasse, era una sorta di mio alter ego alla rovescia. Se non fosse stato per lui probabilmente ora sarei come Roberto Carlino. Avrei voluto spazzarlo via dalla mia esistenza ma la mia educazione appena forgiata aveva per la maggior parte delle volte il sopravvento. Più cercavo di evitarlo, più mi si appiccicava come una cozza. Più non lo imitavo più lui continuava a istruirmi sulla via della perdizione.

Tral’altro a me son sempre stati antipatici quelli che prima ti umiliano poi fanno sfoggio del loro lato umano, compassionevole, cercando in qualche modo di riparare. Insomma era una vera piattola in tutti i sensi. Poi un periodo prese a venirmi a prendere a casa … Alla mattina puntuale come la morte alle 7.15 il suo squillo era inconfondibile, si svegliavano anche i vicini. Arrivava parcheggiando di sgommata nel mio giardino e si attaccava al campanello come un forsennato fino a quando qualcuno non gli apriva o non gli gettava dell’orina calda addosso.

Ma la cosa più tragica è che lui si trascinava tutte le mode adolescenziali addosso e di consenguenza anche io. Se lui comprava il Bomber, allora anche io dovevo assolutamente possederlo; se a lui piaceva il Winchester, allora doveva assolutamente piacere anche a me. Se non mi fossi deciso per qualche acquisto in quel periodo ci avrebbe pensato lui a comprarmi qualcosa visto che considerava qualsiasi cosa della vitale importanza. Ero il suo braccio destro!

Poi arrivò il giorno in cui decise di giocare a frisbee con un piatto decorato di mia madre. Lo staccò con nonchalance dal muro e me lo lanciò addosso quasi fosse rovente. Non feci in tempo a staccare le mani dall’ albatros che già il piatto era franato rovinosamente a terra in mille pezzi sotto i nostri sguardi allibiti. Ricordo che mia madre avvisò tempestivamente i suoi genitori che proposero di fargli ripagare il prezzo del disastro che aveva combinato depennandogli sistematicamente la paghetta settimanale. Da quel giorno lo rividi altre volte, continuammo a frequentarci ancora per un po’. Poi improvvisamente sparì dalla mia vita. Probabilmente condotto in Siberia per i lavori forzati, non seppi più nulla di lui.

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Responses

  1. E mi sa che neanche ne hai sentito più di tanto la mancanza…! ;-p
    Cmq chi non ha avuto a scuola almeno un compagno rompiballe-appiccicoso-attaccabrighe ?!?! 😉

  2. anch’io avevo un’amica così.
    dio, era terribile: si offendeva a morte se non fumavo o bevevo con lei (avevamo circa undici anni. no, così, per dire) e mi guardava malissimo se per caso uscivo con lei vestita come una deficiente (tipo con camicie a quadri e cintura da cowboy, ah-ah), tanto da minacciarmi di lasciarmi a casa se non mi fossi cambiata.
    ah, e non voleva che comprassi in sua presenza il corriere dei piccoli! doveva rimorchiare! a undici anni.
    in effetti dovrei scriverci un post, su questa storia.

  3. Sarebbe bello sapere che fine abbia mai fatto magari lo trovi su faccialibro tanto stanno tutti lì.
    Menzione d’onore per due status Symbols della mia adolescenza come il bomber e il Winchester anche se io non avevo nessuno dei due visto che nel primo caso vestivo molto casual e al winchester gli ho sempre preferito il più classico Swatch( anche se ammetto che provavo grande invidia per il winchester bianco che sfoggiava mio cugino).
    Ho avuto una nutrita e variegata carrellata di amici alcuni strani come il tuo ma nel mio caso uno di essi si limitò a rompere il vetro del mio portone ed a dire con grande self control e nonchalance la semplice parola “patatrac” c’è da dire che almeno mi pagò le spese in men che non si dica.
    Ad un altro mio amico fu distrutta un’intera vetrina con piatti e bicchieri annessi durante un sessione di nascondino al buio un gioco che tra noi andava di moda nelle feste di compleanno o nelle reunion a casa di qualcuno e posso dire che al suo confronto io me la cavai con poco.:-)

    • Non credo di ricnontrarlo, ora so per certo che si è ritirato a vita solitaria tra i monti dell’entroterra, probabilmente a rimuginare sulle sue malefatte!


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