Henry Miller – Il Colosso di Marussi


Mentre la guerra si avvicina, Henry Miller si gode l’occasione di fare un viaggio in Grecia, la prima vera vacanza da vent’anni e forse l’ultima almeno per un lungo tempo. Si imbarca da Marsiglia alla volta del Pireo per raggiungere l’amico Lawrence Durrel che si trova a Corfù.

Inizia così un’avventura alla scoperta di un mondo stupefacente, mitico, unico, dove gli si rivelano bellezza e miseria di un paese che è ancora un sacro recinto, con ritmi, tempi, riti tutti suoi. Di tappa in tappa, lo scrittore incontra gente diversa e di differenti nazionalità, fa conoscienza con un’umanità variegata, e si confronta con tanti greci anche illustri.

Ma soprattutto lo conquista la compagnia di Ghiorghios Katsimbalis, un uomo dal fisico taurino, ma agile come un leopardo e timido come una colomba, rude e insieme delicato, che lo affascina fin dal loro primo incontro ad Atene. Sarà proprio Katsimbalis, il colosso proveniente da Marussi, con i suoi discorsi dal fascino misterioso ad aiutare Miller a capire la natura ed il carattere del greco, antico e moderno. Il tutto sullo sfondo di un paesaggio intriso di profumi, di spezie di colori e di luce tipicamente ed eternamente greci.

“Sull’alta veranda di Marussi, mentre la luce degli altri mondi cominciava a diffondere il suo splendore, io colsi la vecchia e la nuova Grecia nella loro morbida trasparenza e così esse mi rimangono nella memoria. Capii in quel momento che non c’è vecchio o nuovo, c’è solo la Grecia, un mondo concepito e creato per l’eternità. L’uomo che parlava non aveva più dimensioni o proporzioni umane ma era diventato un colosso …”

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