Pubblicato da: exogino | ottobre 16, 2010

I Sogni son Desideri …


Dopo una piccola assenza dal mio amato blog torno oggi a riprenderne il pieno possesso, un po perchè ho deciso di scrivere qualcosa, un po perchè il mio sistema centrale iniziava a scrivere cose senza senso all’interno si sé stesso causando gravi interferenze.

L’altro giorno per caso ho rivisto uno di quei film che non si guardano più perchè si danno per scontati, solitamente sono dei classiconi tremendi che qualcuno ci ha costretto a ingurgitare nella prima infanzia o dei film a cartoni animati possibilmente della Disney. Comunque shock infantili a parte mi son messo a guardare Cenerentola in streaming, un cartone più classico di questo non credo di ricordarlo. Non conosco di chi possa essere il racconto originale, non mi sono documentato in tal senso, do’ quindi per scontato che la versione della Disney sia accurata. La mia ragazza naturalmente, che aveva proposto il film, crolla nei primi 5 minuti.

Non è un caso che la più bella fiaba di tutti i tempi tratti della contesa tra due donne per il possesso del maschio. L’uomo infatti in questa storia ha solo un ruolo accessorio, del bel principe non si sà un bel nulla, a parte che sia bello e di nobile stirpe. Egli esiste solo per essere sposato, la sua esistenza al di la di ciò è pressochè insignificante. La bella Cenerella (come la chiamano i topini) è un essere muliebre, bella, che affascina gli altri con la sua eleganza, una fanciulla in contatto con le entità primordiali della natura che parla e interagisce attivamente con essa. Un essere superiore in tutti i sensi.

Inevitabile quindi la contrapposizione con la figura dell’arcigna madre acquisita e delle sorellastre simbolo della più infima mediocrità, dei sentimenti malevoli, dell’invidia. Cenerentola, rinchiusa nell’angusto torrione, sembra soffrire di quel dolore che anche oggi conosciamo benissimo. Un dolore che scaturisce dalla consapevolezza della propria miseria, ma non solo da questa, ma da una dose speciale di afflizione derivante dalla reale coscienza di essere misera e bisfrattata in una dimensione dove prolifera la ricca e pasciuta mediocrità dei molti, di essere povera tra i ricchi, di essere volutamente resa misera e incapace di far presa sulla realtà tramite le proprie azioni.

Realtà da cui già da un pezzo Cenerentola si è emancipata creando un regno intermedio dal quale ella agisce su di essa. Grazie a questo infatti riesce a creare il suo primo vestito con l’aiuto dei topini con gli scarti accantonati dalle odiose sorellastre. Cenerentola qui ancora si illude di costruire qualcosa sullo stesso piano degli altri, con gli stessi strumenti, non sentendo ancora il carrattere esclusivo della sua esistenza. Ma ella scopre ben presto che per l’essere realmente nobile non c’è nulla da fare, esso è destinato alla sconfitta, di fronte ai vili attacchi del nemico è vano combattere con le stesse armi. Le sorellastre stracciano infatti il suo vestito impededogli di andare alla festa.

Per Cenerentola comincia allora un’altra dose di dolore a afflizione che però la portano sulla giusta strada, è ora infatti che ella depone totalmente il suo animo a favore della dimensione dell’irreale, la realtà finisce di esistere; proprio ora gli si manifesta la fata che grazie alla sua magia dirotta il racconto sulle ben note conclusioni.

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Responses

  1. Qualsiasi fiaba è arrivata ai nostri giorni edulcorata.
    Neil Gaiman in un numero di Gaiman ha spesso citato le fiabe come erano in origine della Bella Addormentata nel bosco e di Cappuccetto Rosso e ti assicuro che ci avviciniamo più ad un racconto Horror che una favola dallo stampo classico. 🙂
    In questo caso non saprei ma non mi stupirei se fosse successo lo stesso. 🙂
    Un saluto e bentornato. 😉

  2. Neil Gaiman in un numero di Gaiman : Sono sempre più rincoglionito volevo dire Sandman,sorry. 🙂

  3. Non sapevo questa cosa delle fiabe citate da Gaiman, controllerò, cmq c’è da dire che Cenerentola è una fiaba comune a molte culture diverse. Ecco un estratto da wikipedia:

    Cenerentola è una delle più celebri fiabe popolari del mondo. Originaria probabilmente della Cina o, secondo altri[1], dell’antico Egitto, è stata narrata in centinaia di versioni in gran parte del mondo, ed è parte dell’eredità culturale di numerosi popoli. In occidente le versioni più note sono quelle di Charles Perrault (a sua volta basata su una precedente trascrizione di Giambattista Basile di un’antica fiaba napoletana) e dei fratelli Grimm; come versione standard moderna, però, si deve probabilmente indicare quella narrata nell’omonimo film d’animazione di Walt Disney del 1950. In Cina il piede piccolo, detto loto d’oro, era considerato simbolo di bellezza e di qualità femminili; la costrizione dei piedi in scarpette sempre più piccole tramite fasciatura si sviluppò nei secoli fino all’eccesso.

  4. La storia di Cenerentola è criticata da moltissimi ed accusata di essere l’origine della depressione femminile…Potrei essere pure d’accordo, che diamine mi riempi la testa da quando ho 2 anni sull’attesa del principe azzurro, e sulla rivalità con altre donne, e soprattutto sull’arrivo prima o poi di una stramaledettissima fata, che poteva arrivare molto prima e risolvere tutto senza tanti pianti? Eppure chiunque, che dica di crederci o no, alla fine ci spera.
    Concluderei con la più classica delle citazioni:

    ‘”Dimmi solo un nome di una a cui è andata bene”
    “Quella gran culo di Cenerentola!”.

  5. La vera storia di Cenerentola.

  6. Però non dimentichiamo la vera morale, cioè che i sogni si possono avverare se ci crediamo davvero! In fondo: “I sogni son desideri di felicità” 🙂


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