Pacco duro – pacco morbido


Malboro

Che io sia un fumatore tutti lo sanno e per questo mi maledico! Anzi, maledico pure chi mi iniziò alla strada malsana del vizio e delle bionde a base di nicotina. Si sà che al drogato di turno la tabaccheria ben fornita offre un grande rosa di servizi. Le strade che il fumatore di sigarette deve inoltre scegliere per andare incontro al suo suicidio sono erte di distinguo. In primis, oltre la scelta della marca, si presenta l’annosa opzione del pacco rigido e del pacco morbido.

Siccome molte delle persone che mi orbitano attorno, oltre che a essere accaniti fumatori pure loro,  conoscono questo blog, mi ripropongo una volta per tutte di illustrare loro il perchè della mia naturale predilezione per la versione “morbidosa”. A guisa di preambolo non posso non parlare del simpatico rapporto che ho con il mio droghiere di fiducia il quale puntualmente ogni volta che  gli chiedo un pacco mi allunga la versione rigida, e quale la mia soddisfazione nel fargli capire che io da anni passo nel suo negozio a comprare le stesse sigarette MORBIDE! Ma vabbè. Il mio tabaccaio funziona come un Pentium di prima generazione e non può elaborare più di 2 informazioni contemporaneamente! In primo luogo il pacco morbido essendo per sua natura soffice non si impunta nelle tasche, quindi nel momento in cui, per esempio, mi accomodo nella macchina non sento quel fastidioso dolorino tra la gamba e la zona dell’inguine.

Prerogativa delle sigarette in pacco morbido è la loro contaminazione da fattori esterni, cioè mi spiego meglio. Se il pacco è riposto nella tasca la sigaretta avrà un carattere diverso da una sigaretta posta sul cruscotto dell’auto. Il retrogusto di fondo di tasca è sempre stato molto apprezzato dai fumatori indefessi, una fragranza di tutto rispetto che i tossicomani di lunga esperienza sanno riconoscere dalle altre location.

Quindi c’è questa predilezione alla “contaminazione” per quanto riguarda il pacco morbido. La versione rigida esilia le sigarette dal mondo esterno, non permettendo loro alcuna iterazione con i profumi ed i sapori dell’ambiente circostante. Naturalmente il pacco morbido ha le sue pecche: se non accuratamente conservate si rischia di schiacciarle  e farle diventare sottilette o peggio di spezzarle in due, c’è sempre il rischio, se il pacchetto è aperto in malomodo, che una valanga di bionde inondi il fondo delle tasche.

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3 thoughts on “Pacco duro – pacco morbido

  1. Ciao, grazie del link molto interessante davvero. Comunque c’è qualcosa in me che mi fa credere che, al di là di tutto, quello che ci fa realmente guarire sia il cambiamento stesso …

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