Il Piacere di fare la spesa!


Mi alzo dal letto questa mattina. Mia madre è già in cucina che sfoglia il volantino delle offerte del Market, tempismo perfetto. Piombo nella stanza come uno zombi per metà nel mondo dei morti per metà in quello dei vivi. La mamma alza lo sguardo dal depliant con un ghigno obliquo stampato in faccia, lascia ad intendere quella che sarà lo svolgimento della mia mattinata. Sai, mi dice, ho da sbrigare delle faccenducce qui a casa, mi fai a fare la spesa? Domanda di cortesia e profondamente retorica visto che una mia eventuale negazione significherebbe “guerra aperta” per tutte le prossime ore.

Mia madre che scorre il depliant delle offerte è come una comare inviperita che sfoglia le cartelle della tombola, vorrebbe cancellare i prezzi stampati i infilarvici i suoi! Spera di spuntarla con i demoni delle mutinazionali. Naturalmente l’apparente semplicità del volantino è solo uno specchio per le allodole, mia madre lo sa in quanto si porta alle spalle anni di supermercati e ricerche nel campo della spesa-risparmio ad oltranza.

Solitamente il 70% degli articoli illustrati con tanto di foto e prezzo in luogo di acquisto o è finito, o proprio non c’è. Come non c’è?! Il commesso pare stupito quanto me, ma lui non sa che mamma ha pianificato accuratamente ogni mia mossa. Sa dove si trovano i bastoncini Findus, le mozzarelle, le orate, il vino rosso, il S.Daniele, le cervella e i fegatelli… tutto rigorosamente in offerta! Se per caso non trovo una bustina di sottilette in offerta ad un tratto vengo assalito dall’atroce dubbio: prenderne d’un altro tipo o rinunciare alle sottilette? Prendo il cell e davanti al banco frigo chiamo mammina! Non risponde…. Inizio a vagare come un disperato, come un immigrato sulla spiaggia, tra gli scaffali sperando in un’illuminazione, chiedo al commesso se per qualche caso fortuito le sottilette non sono state riposte negli scaffali. Dice che non ci sono. Comprarne di un altro tipo sarebbe un suicidio nel pieno delle facoltà, ed io non voglio morire ancora. Nella mente intanto prende forma un’idea insana: prenderne di un altro tipo spacciandola per offerta alla madre, idea sconsideratamente ingenua. Chiedo al commesso se ne hanno un tipo simile all’offerta.

No! Finite tutte, anche nelle altre rivendite, penso. Fanculo nano di commesso! Probabile che una mandria imbufalita di vecchiette si sia svegliata stamane all’unisono per fare incetta nello scaffale di sottilette?! Sono capace anche di inseguirne una dentro casa e pagargliene il doppio pur di procurarmene una confezione … No! Finite tutte. Lo scaffale in effetti è desolatamente vuoto. Rotto e contuso mi avvio verso la gogna della cassa con il resto della spesa nel carrello, mi viene in mente di far chiamare alla cassiera per confermare a mia madre che le sottilette non esistono. D’improvviso vibra il cell, è la madre! – Guarda, non importa per le sottilette, le porta l’erika che viene a pranzo da noi – Whoo! Pericolo scampato, il bisogno di sottilette è venuto meno.Ah, ma che porta di buono la sorella? Canocchie in bianco, quando eravamo nella casa vecchia le facevo sempre, ora non ho lo spazio. Vabbè e canocchie siano.Quella stessa notte con ventre pieno di canocchie, incubo da paura! Il Commesso nano mi insegue con le sottilette in mano… – Ci sono arrivate, fermoooooo!!! –

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